Chi sono

Tra le ombre gettai uno sguardo ed in esse vidi più luce che osservando il sole.

Categorie

aldilà
amici
animali
arti marziali
battute
bondage
buddhismo
cartoni
chat
cinema
citazioni
cospirazioni
dio
fate
fotografia
funny
giochi di ruolo
grasso
informatica
internet
latte e i suoi derivati
leggenda
letteratura
libri
life
linux
lovecraft
ludico imperio
magia
mcdonalds
musica
notizie
nude
opensource
orto
papa
paradosso
pensieri
poesia
poesie
racconti
religione
sado-maso
shadow knight
spiritismo
tim burton
tv
vampiri
video
videogiochi
yaya
zoolander


Il mio passato

oggi
ottobre 2009
giugno 2009
aprile 2009
settembre 2008
luglio 2008
aprile 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005


Io amo...

La mia donna
L'oscurità
I gatti
La poesia
La musica
Il cinema (horror in primis)


Io odio...

Le guerre
I litigi
Chi cambia idea troppo facilmente
I coatti


Sono passati di qui...
paolazan in Sono sulla metropoli...
utente anonimo in

Template by


Panna'sTemplate

Layout4Free
T-Bazar
TemplateXTutti
Immagine by Noistar
Created by PannaAcida

(anche se il passaggio a questo template dipende dal malfunzionamento del precedente...)

I am nerdier than 80% of all people. Are you nerdier? Click here to find out!


Siti & Forum
Siti Preferiti

Angelus Novus
Arco e Freccia
Beetlebethlehem Neurogrill
Benuhej
BinarySun
Cirunzlandia
Claudia la Vampira
Cluricaun
Diario Impudico
Disinformazione
ErbaViola
Gioconomicon
Il Tempo del Sogno
Internet Movie DataBase
kiarayuki
Lesya
Ludico Imperio
My Space!
Petali Neri
Pinnera
Princess of Autumn
Promiseland
Scienza Vegetariana
Serpente Piumato
Shadow Knight's Vault
Vampirella
Veg Facile
Vegan 3000
Vegan Home
Vegan Italia
Vegan Riot
Vivere Vegan


La mia musica

Sting
Enya
The Cure
System of a Down
Danny Elfman
Carmina Burana
Caparezza



Cinema

Il Sesto Senso
Highlander
Ghostbusters
Gremlins
The Ring
Sleepy Hollow


Libri
Siete in...



 


La Gemma Oscura

martedì, 29 marzo 2005

Quando l'angoscia diventa substrato, è come se il mondo si allungasse fino a diventare un filo sottilissimo e noi fossimo acrobati ubriachi.

zanadion alle 12:53 |permalink|pensieri |
commenti (5)


 


lunedì, 28 marzo 2005

Ma perché ti ostini a dire che sei brutta se sei la creatura più bella del mondo?

zanadion alle 23:31 |permalink|life |
commenti (3)


 


La Follia non è male. E' una semplice valvola di sfogo. Quando da dentro giungono pensieri e dolori troppo forti qualcosa deve uscire. E quando la comprensione della realtà o della sub-realtà forma delle crepe, meglio far scivolare dentro le nostre paure e renderci migliori.

zanadion alle 02:02 |permalink|pensieri, paradosso |
commenti (4)


 


La chiave della comprensione della mente umana è la Sofferenza. Dalla Sofferenza si può capire tutto.

Il Dolore è ciò che più ci preoccupa: la cosa che si vuole evitare. E da cosa nasce il Masochismo, che rende il dolore uno scopo? E il sadismo, per il quale riusciamo a provocare il dolore agli altri?

La cosa più terribile è vedere sofferenza altrui e non patirne. E' diventata routine.

E'un danno quando gli interruttori si rompono.

zanadion alle 01:59 |permalink|pensieri |
commenti (1)


 


Chissà perché una delle mie paure è che qualcuno guardi dalla finestra mentre sto da solo. Magari qualcuno con la mia faccia.

zanadion alle 01:57 |permalink|pensieri, paradosso |
commenti


 


Big Fish. Era tempo che non mi commuovevo più per un film. Fotografia stupenda, storia strappalacrime e divertente allo stesso tempo. Un McGregor strepitoso (ma anche gli altri attori non erano da meno). Mi ha fatto riapprezzare il Circo che non vedevo da tanto tempo neanche in foto.

E poi la compagnia mi mancava parecchio.

zanadion alle 01:56 |permalink|cinema |
commenti


 


Più sei vicino a certe persone e più temi di perderle.

Altre invece, causa pavidità, hai la sensazione di averle già perse, anche se desideri con tutto te stesso il contrario. Tergiversare? Anche loro hanno i propri casini. Perdono.

zanadion alle 01:53 |permalink|life |
commenti (1)


 


mercoledì, 23 marzo 2005

Nel mondo gli Angeli esistono. Non hanno le ali né l'aureola ma ti irradiano con la loro calda presenza.

zanadion alle 13:36 |permalink| |
commenti (2)


 


martedì, 22 marzo 2005

Da: Repubblica - Scienze & Tecnologia (http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/scienza_e_tecnologia/ito/ito/ito.html)

Intervista a Joi Ito, di RENATA FONTANELLI

MILANO - Il passato è sicuramente quello di un ragazzo vivace, uno che sin da piccolo ha avuto idee brillanti e molta curiosità. Tutto ciò traspare dagli occhi vispi, dalla parlata sciolta e inarrestabile in perfetto americano e dal sorriso gentile, anche di fronte alle faccende più scomode. Le idee di Joi Ito, figura ibrida tra manager, filosofo, divulgatore di pensiero, insegnante e guru, possono non essere condivise, ma sono molto chiare: Internet è nato come terreno di libertà, ma col tempo questa libertà è sempre più minacciata. Sta a noi difenderla dai nemici, in particolare dagli americani, "o meglio dal signor Bush", dalle compagnie telefoniche, da Hollywood e dalla televisione. Per loro la rete è diventata una minaccia al profitto e quindi va azzittita.

Joi Ito ha trentotto anni, vive in un piccolo villaggio in Giappone ma viaggia continuamente. La settimana scorsa era in Italia: "Un bel paese - dice - anche se ho l'impressione che manchi il concetto di legge, che ci sia una sorta di pensiero comune secondo il quale trasgredire è piuttosto normale, e anche la legge stessa è qualcosa di secondario e variabile a seconda del vento che tira". Quando aveva tre anni la sua famiglia si è trasferita da Kyoto negli States, dove il giovane Ito ha trascorso infanzia e adolescenza. Testa brillante, troppo brillante per stare alle regole: "Mi sono iscritto in varie università, ma sono stato cacciato da tutte".

Alla base una forte passione per tutto ciò che in qualche modo ha a che fare con l'arte, la cultura, la musica ed il cinema. Il primo lavoro "serio" lo trova ad una consolle come disc jockey, ma l'attrazione fatale è verso il computer: "Ad un certo punto mi sono reso conto che avere una laurea era superfluo e ho iniziato a studiare informatica. Ho capito che la rete era qualcosa di estremamente affascinante, un'opportunità unica di divulgazione del pensiero e della parola, un terreno di pura democrazia". Ito torna quindi in Giappone e nel 2000 fonda Neoteny, società di venture capital quotata in borsa per 20 milioni di dollari.


E' uno dei fondatori di Creative Commons, l'organizzazione creata da Lawrence Lessig che ridefinisce la concezione di diritto di proprietà intellettuale nell'era digitale, uno dei punti di riferimento del dibattito mondiale sul copyright. Tra le sue passioni c'è l'antropologia ed è uno degli esperti mondiali sul tema delle conseguenze sociologiche e antropologiche della cultura dei cellulari. Ha centinaia di proseliti in tutto il mondo.

Innanzitutto lei come si definisce? Divulga la cultura della democrazia e della condivisione, ma in realtà vive comprando partecipazioni e investendo in società?
"Sono un capitalista, e prima della 'bolla' ho anche fatto parecchi soldi. Diciamo che metà della mia vita la dedico ad aiutare le società che operano in Internet con investimenti, e l'altra metà del tempo la trascorro lavorando sul blog, facendo conferenze, cercando di salvare la democrazia di Internet con attività no profit. Non sono comunista, sono commonista".

Cos'è cambiato in Internet, da quando esiste?
"Lo spirito originario, quello per cui è nato era quello di consentire a piccole compagnie la condivisione di conoscenze. La 'bollà è scoppiata quando tutti hanno iniziato a cercare il monopolio. Adesso il mio obiettivo è di cambiare e rivoluzionare il concetto di diritto d'autore. Internet deve tornare ad essere una chiave di apertura verso la democrazia".

Perché, secondo lei non lo è più?
"Attualmente no. E' una chiave in mano a pochi, e se qualcuno la perde tutto il mondo ne paga le conseguenze".

Kofi Annan ha detto addirittura che Internet nel momento in cui consente di restare anonimi e di aprire blog senza identificarsi appoggia il terrorismo.
"Io sostengo invece che i terroristi non possono distruggere Internet, ma che la reazione del governo nei confronti del terrorismo, che consiste nel sempre maggior controllo e nella chiusura dei codici di accesso, può certamente distruggere il concetto di democrazia in rete".

Che ruolo hanno gli americani in tutto questo?
"In questo momento negli Stati Uniti stanno tentando di controllare sempre di più la rete, e questo a suo modo è terrorismo. Internet difende i diritti umani, ma è un argomento fuori moda in America".

Terrorismo a parte, quali insidie vede contro la libertà in rete?
"Bè, c'è la questione dei grandi monopoli. Le major del cinema e della musica, con gli altri grossi settori dell'industria, insistono sul concetto di licenza, di diritto d'autore, ma così facendo distruggono i fondamentibase del web".

In che senso?
"Nel senso che Internet per molti popoli oppressi è l'unica forma di contatto con la realtà, l'unico strumento in grado di far circolare e condividere le idee. Però è tendenzialmente proibito. Solo attraverso i blog c'è la possibilità per questa gente di scambiarsi idee e opinioni. Internet è la finestra sul mondo per popoli che non possono neanche affacciarsi alla finestra di casa".

Ma qual è il nesso fra questi concetti e la sua battaglia contro i diritti d'autore?
"Hollywood e le case discografiche stanno cercando di influenzare i governi e le istituzioni attraverso le loro potenti lobby, per rendere illegali le tecnologie peertopeer cercando di far diventare illegale lo sviluppo della tecnologia e usano tutti i mezzi per proteggere il copyright e di riservarsi tutti i diritti negandone la condivisione. Nel mondo della musica, però, per esempio, un numero sempre maggiore di artisti vorrebbe sganciarsi dal controllo delle major e rendere più flessibile il rapporto col pubblico. Insomma, gli stessi artisti dovrebbero avere la possibilità di divulgare liberamente le loro opere".

Per questo ha contribuito alla nascita dei Creative Commons?
"Quello che il movimento dei Creative Commos propone non è l'abolizione del copyright, ma una via intermedia. Le leggi sul copyright affermano il principio all rights reserved, noi proponiamo quello del some rights reserved: l'autore può decidere se e a che condizioni un suo lavoro può essere utilizzato gratuitamente dagli utenti. Le licenze disponibili sul sito creativecommons. org (che ha dallo scorso dicembre anche una versione italiana, grazie al lavoro di adattamento giuridico svolto dal professor Ricolfi dell'Università di Torino in collaborazione con il CNR, ndr) prevedono diversi livelli d'uso dei contenuti. In generale, finché non lo usi per fare soldi, puoi liberamente fruire del mio lavoro, e magari arricchirlo e rimetterlo in circolazione".

Ma il copyright non garantisce agli autori la sopravvivenza?
"Sì, ma il problema è che oggi per proteggere un 2% di diritti d'autore viene negato l'accesso al 98% della conoscenza. Pensiamo a tutti gli autori che desiderano semplicemente farsi conoscere o ai libri, ai film, alla musica che è introvabile perché ormai fuori dai circuiti commerciali. Gilberto Gil, ministro della Cultura brasiliano, ha adottato le licenze Creative Commons come standard perché ha visto in questa formula una possibilità per divulgare la musica brasiliana, anche la meno conosciuta, nel mondo. Gil ha partecipato lo scorso settembre insieme a David Byrne al concerto organizzato dall rivista Wired per sostenere i Creative Commons. Io poi non penso che il copyright vada completamente abolito, sono i termini che devono essere accorciati: 15 20 anni sono ragionevoli, ma stanno cercando di cambiare le leggi per renderli ancora più lunghi dei 90 anni attuali. Pensate che in teoria se cantiamo Happy Birthday in casa dovremmo ancora pagare i diritti alla Time Warner. Questo è assurdo".

Cosa rappresenta per lei l'open source, su cui tutto questo discorso chiaramente è imperniato?
"Una forma di protezione e garanzia. Non possiamo più restare vincolati a pochi grandi nomi, quelli dei sistemi proprietari, significa restare completamente nelle loro mani. Quindi diamo la possibilità di cambiare il codice e di renderlo inaccessibile a tutti. L'open source è fondamentalmente condivisione, scambio, quindi crescita".

zanadion alle 08:50 |permalink|notizie |
commenti


 


lunedì, 21 marzo 2005

Spegnere il cellulare e sentire la mattina che se non avessi avuto l'egoismo di staccare la spina saresti potuto essere utile.

Rimorso.

Le cose se ne vanno e non puoi fare altro che salutarle con un cenno di mano.

zanadion alle 13:08 |permalink|life |
commenti


 


domenica, 20 marzo 2005

La ricerca del male è sempre infruttuosa se accompagnata da pensieri puri. La figura larvale del Demone si accosta agli oscuri rituali soltanto quando ha abbandonato tutto ciò che di umano ancora aveva. Il tempo non è un problema per lui, che dà oggi inizio alla sua fuga negli Inferi. Qualcuno la definisce Caduta, ma dopo non esisterà né un alto né un basso.

La Creatura Oscura talvolta si chiede se quel malinconico ricordo della Luce sia sofferenza o piacere. Le due sensazioni spesso si confondono ancora.

Eppure Egli, o Ella (il sesso non ha più importanza per un Caduto) si siede spesso su una delle pietre nere nella nebbiosa brughiera e riflette ciò che considera passato.

Le sue forme sono cambiate: non ha più occhi che possano piangere, mani che possano carezzare e bocca che baci. Il nero e ombroso colore che lo circonda sbuffa. Le sue Ali (ma egli non vola: non ne ha bisogno) lo avvolgono come seta per un verme che ormai è divenuto farfalla.

Gioca con i propri sentimenti. Il suo verso (ama risentirlo) è simile ad un gatto in agonia. E presto sarà per lui la Nuova Alba.

zanadion alle 16:35 |permalink|pensieri |
commenti


 


sabato, 19 marzo 2005

Sto con la ragazza più bella del mondo.

zanadion alle 00:14 |permalink| |
commenti


 


lunedì, 14 marzo 2005

Ferie a Firenze, fine settimana da urlo (tranne un leggero mal di pancia) con Yaya. Viaggio con tutti gli ingredienti giusti (spensieratezza, divertimento, coccole e..)

Firenze è una bella città. Non ci ero mai stato ma la cosa mi dispiace. Non sono mai stato un grande viaggiatore ma comincio a pentirmi della mia mancanza. Dovrei andarmene più spesso in giro con la mia ShadowMobile e scorrazzare la mia consorte avanti endrio.

Peccato solo aver perso la festa di Ugo, ma di primo anniversario ce n'è uno solo.

zanadion alle 23:24 |permalink|pensieri |
commenti (1)


 


Da www.politica.it

Si dice spesso che se la California adotta qualcosa, l’America segue e poi l’Europa copia. L’elezione di Arnold Schwarzenegger a governatore, e il risalto avuto in tutto il mondo, ha però cambiato questa abitudine: stavolta è l’Europa ad imitare per prima il modello del Golden State. O meglio: a provarci è l’Italia di Silvio Berlusconi, che in occasione delle elezioni regionali di aprile, ha deciso di candidare tra le proprie file l’attore Carlo Pedersoli, noto alle masse con il nome d’arte di Bud Spencer.
Non è certo una novità per Forza Italia candidare personaggi dello spettacolo. Questa volta tuttavia non è un qualunque esponente dell’industria dello spettacolo ad essere cooptato dalla politica. Il barbuto attore rappresenta infatti una vera e propria icona per tutti gli italiani. Bud Spencer è stato il memorabile interprete del western all’italiana degli anni ’60-’70, il leggendario attore delle tante scazzottate al fianco di Terence Hill, trasmesse sul grande schermo e abbondantemente replicate dai circuiti delle TV commerciali di Berlusconi.

Le sue “imprese” sono entrate a far parte dell’immaginario degli italiani, per i quali Bud Spencer è diventato il gigante dall’aspetto truce e cattivo, ma capace con i soli pugni di aiutare i più deboli. Sul suo corpo ha costruito le sue fortune, traducendo nei pugni inferti agli avversari tutto il vigore e l’orgoglio del maschio italico. Ha inscritto nel suo nome d’arte tutto quell’amore speciale degli italiani nei confronti dell’America, quel sortilegio che si nasconde dietro qualsiasi cosa sia straniera [Debray, 1993]. Ha portato in scena l’amore per la buona tavola di tanti italiani, con le sue memorabili abbuffate — messe in scena da quel corpo gigantesco ma tutt’altro che perfetto.

Bud Spencer entra in politica con le nuove logiche hollywoodiane [Abruzzese, 1994], ricalcando in molti aspetti l’esperienza di Arnold Schwarzenegger. Già “El Mundo”, giornale che per primo ha dato la notizia, ha proposto il parallelo tra i due. “Non sorprende che Berlusconi lo voglia candidare — ha scritto la testata iberica — dopotutto, se Arnold Schwarzenegger è diventato governatore della California, perché Bud Spencer non può diventare deputato di Forza Italia?

Il paragone appare pertinente, anche perché Bud Spencer è nell’immaginario italiano il corrispettivo di Schwarzenegger per quello statunitense. Entrambi devono le loro fortune ai rispettivi corpi, enormi in maniera certamente diversa, ma comunque usati solo per scopi positivi. Bud Spencer, a differenza dell’Austriaco, aggiunge al suo essere mastodontico, una certa dose di umanità, dovuta alla naturalezza del suo corpo. Se infatti Schwarzenegger sembra essere gonfiato dagli steroidi, il barbuto italiano è il frutto di anni di sacrificio che lo hanno portato in gioventù all’avventura olimpica. Un corpo che oggi, come quello dell’uomo comune, cede ai piaceri della gola.

Come Schwarzenegger anche Bud Spencer può esibire un passato da atleta. Nel 1952 e nel 1956 partecipa alle Olimpiadi di Helsinky e di Melbourne, così come Arnold può vantarsi dei suoi sette titoli di Mr. Universo. Entrambi al termine della carriera sportiva si danno al cinema. Bud Spencer diviene famoso per alcuni film western all’italiana, che rendono famoso nel mondo intero. Schwarzenegger invece riscrive la figura dell’eroe hollywoodiano, trasportandolo dalla dimensione moderna ad una post-moderna.

Per molti versi, si può quindi sostenere correttamente che Bud Spencer è lo Schwarzenegger nostrano. Dopo la politicizzazione dello spettacolo avvenuta con Berlusconi [Abruzzese-Susca, 2004], stiamo quindi per assistere anche in Italia alla dissoluzione della politica?

Per ora lo Spencer-politico è in un certo qual modo contraddittorio. Da un lato si professa come il più classico dei seguaci di Berlusconi, illuminato dalla sua figura di imprenditore, prima ancora che di politico. In questo senso prosegue la politicizzazione dello spettacolo, con gli uomini dell’immaginario mediatico che puntano a far spostare la simpatia che il pubblico ha nei loro confronti verso Berlusconi. Se la strategia è e continuerà ad essere questa, la “scesa in campo” di Bud Spencer non rappresenta una grande novità.

D’altra parte, tuttavia, troviamo dichiarazioni in cui Banana Joe sembra ricalcare da vicino il governatore californiano. Lo fa quando dice di “voler mettere a disposizione degli abitanti del Lazio la propria esperienza di vita” [Il Tempo, 16-02-2005], proprio come Schwarzenegger dichiarava “Non pensavo di candidarmi. Se lo faccio è solamente per la California e per la sua gente” [The Tonight Show, 07-08-2003]. Ugualmente simili appaiono le seguenti dichiarazioni: “Credo che ormai mi manchino solo due cose da fare nella vita - ha affermato scherzosamente [Spencer] - il ballerino e il fantino” [Il Tempo, 16-02-2005]; “Sin da piccolo ho sempre puntato alla vetta. Ed è per questo che anche quando ho raggiunto obiettivi altissimi ho sempre cercato di andare oltre, di puntare al massimo” [AP, 31-08-2004].

Diciamo quindi che Bud Spencer possiede tutti i titoli per essere lo Schwarzenegger italiano. Bisognerà vedere se Banana Joe riuscirà ad emanciparsi dal corpo politico — ormai usurato — di Berlusconi, oppure si accontenterà solamente di essere un riflettore di “Sua Emittenza”. Nel primo caso potremmo allora sperimentare, anche in Italia, l’ulteriore dissoluzione delle forme politiche. Nel secondo, invece, vedremmo replicate strategie già apparse nel 1994 e nel 2001 — con la differenza di una possibile usura del meccanismo e conseguente insuccesso di Bud Spencer e, attraverso lui, di Silvio Berlusconi.

zanadion alle 23:21 |permalink|notizie |
commenti


 


mercoledì, 09 marzo 2005

Perché gettare lo sguardo nell'oscurità ci crea tanto terrore? Chiunque, anche il più maturo e razionale uomo d'affari prova quel senso di angoscia che nasce dall'osservare lo sconosciuto... Una buia e fredda foresta, una stanza di notte... Di quali creature che combattevamo millenni fa abbiamo dimenticato l'esistenza e di quali ora abbiamo paura senza sapere cosa abbiamo davanti?

Un ramo spezzato, un paio di occhi che dura un infinitesimo di secondo e sparisce, dalla vista e dalla memoria.

zanadion alle 18:09 |permalink|pensieri |
commenti (1)


 


Dal Times/La Repubblica

HONG KONG - Uomini, siete stufi di tutto il tempo, i grattacapi e le spese che comporta avere o cercare una ragazza? Eberhard Schöneburg, amministratore delegato della Artificial Life Incorporated, un'azienda di Hong Kong che produce software, forse ha trovato la soluzione: una ragazza virtuale, che si chiama Vivienne e ti segue ovunque tu vada.

A Vivienne piace essere portata al cinema o nei locali. Ama ricevere fori e cioccolatini virtuali ed è capace di tradurre in sei lingue, se viaggi all'estero. Non si spoglia mai, anche se ha qualche completino aderente per la palestra, ed è una che provoca ma non fa mai niente di più erotico che mandarti un bacio.

Se la sposi con una cerimonia virtuale, puoi addirittura ritrovarti con una suocera virtuale che ti telefona (realmente) nel pieno della notte sul tuo cellulare per chiederti dove siete e se stai trattando bene sua figlia.
Può sembrare un dono avvelenato, o magari l'ultima spiaggia degli sfigati, ma in tutti i casi è un'idea che gli operatori di telefonia mobile e i produttori di telefoni stanno cominciando a sposare.

Vivienne è fatta di sintesi vocale computerizzata, video in streaming e messaggi di testo. Oltre che a far guadagnare l'Artificial Life (che la mette a disposizione a 4,5 euro al mese), servirà anche ad attirare clienti per la nuova, supertecnologica terza generazione di cellulari, i 3G. In Corea e in Giappone sono già disponibili giochi per cellulare che consentono agli utenti di modificare i vestiti, la pettinatura e altre caratteristiche di immagini stilizzate di persone. La particolarità di Vivienne è che appare come una statuetta tridimensionale e si muove in 18 ambientazioni differenti, come ad esempio il ristorante, il centro commerciale e l'aeroporto.


In una sala giochi su internet, qui a Hong Kong, piena di ragazzi, non tutti pensano che la gente pagherebbe per potersi scambiare gli auguri di San Valentino con Vivienne. "È un po' una cosa da sfigati", dice Rick Wong, 32 anni, guardia giurata fuori servizio, che tuttavia aggiunge che "anche quelli che hanno una fidanzata magari ci giocherebbero, perché le fidanzate non sono mai perfette".

La parte più consistente della memoria di Vivienne è riservata a quelle difficili conversazioni sull'amore e l'intimità. "La gente vedrà che non può farci sesso, ma ci proverà comunque", e Vivienne ha molti modi per tenere a basa i suoi spasimanti, dice Schöneburg.
Vivienne è piuttosto pudica, in parte perché l'Artificial Life spera di vendere il prodotto anche agli adolescenti delle famiglie benestanti. Si prevede che sarà disponibile, per così dire, in Singapore e in Malaysia entro la fine di aprile, in Europa occidentale nella tarda primavera e nelle città americane forse entro la fine dell'anno.

L'Artificial Life non vuole presentare Vivienne come un'alternativa a una fidanzata in carne e ossa. "Spero che gli utenti la considerino come un'amica", dice MaryAnna Donaldson, direttrice dei contenuti creativi dell'azienda, "e che la vedano come un allenamento prima di una fidanzata vera".

zanadion alle 17:59 |permalink|notizie |
commenti


 


lunedì, 07 marzo 2005

Mi fissa e non so dove sta andando. Del resto non so neanche dove sia diretto io. 

zanadion alle 00:07 |permalink|pensieri |
commenti (1)


 


 Mi mancano tante cose: alcuni odori, sapori, musiche melodiose e brezze che sembrano giungere da paesi lontani ma che mi hanno toccato solo pochi istanti per poi fuggire sempre.
Mi mancano persone che non vedo da tanto tempo, sorrisi che mi scalderebbero se soltanto li accendessi come fuochi nel freddo inverno.
Mi mancano e non ci sono più.
Li ricordo con affetto, le lunghe chiacchierate al sole, le risate di ragazzi... Cresciamo perché sappiamo che dobbiamo farlo, e prima o poi voleremo nel vento e chissà dove atterreremo.

zanadion alle 00:02 |permalink|life |
commenti (1)


 


martedì, 01 marzo 2005

 Formattazione incondizionata della propria anima.

zanadion alle 14:34 |permalink|life |
commenti