Chi sono

Tra le ombre gettai uno sguardo ed in esse vidi più luce che osservando il sole.

Categorie

aldilà
amici
animali
arti marziali
battute
bondage
buddhismo
cartoni
chat
cinema
citazioni
cospirazioni
dio
fate
fotografia
funny
giochi di ruolo
grasso
informatica
internet
latte e i suoi derivati
leggenda
letteratura
libri
life
linux
lovecraft
ludico imperio
magia
mcdonalds
musica
notizie
nude
opensource
orto
papa
paradosso
pensieri
poesia
poesie
racconti
religione
sado-maso
shadow knight
spiritismo
tim burton
tv
vampiri
video
videogiochi
yaya
zoolander


Il mio passato

oggi
ottobre 2009
giugno 2009
aprile 2009
settembre 2008
luglio 2008
aprile 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005


Io amo...

La mia donna
L'oscurità
I gatti
La poesia
La musica
Il cinema (horror in primis)


Io odio...

Le guerre
I litigi
Chi cambia idea troppo facilmente
I coatti


Sono passati di qui...
paolazan in Sono sulla metropoli...
utente anonimo in

Template by


Panna'sTemplate

Layout4Free
T-Bazar
TemplateXTutti
Immagine by Noistar
Created by PannaAcida

(anche se il passaggio a questo template dipende dal malfunzionamento del precedente...)

I am nerdier than 80% of all people. Are you nerdier? Click here to find out!


Siti & Forum
Siti Preferiti

Angelus Novus
Arco e Freccia
Beetlebethlehem Neurogrill
Benuhej
BinarySun
Cirunzlandia
Claudia la Vampira
Cluricaun
Diario Impudico
Disinformazione
ErbaViola
Gioconomicon
Il Tempo del Sogno
Internet Movie DataBase
kiarayuki
Lesya
Ludico Imperio
My Space!
Petali Neri
Pinnera
Princess of Autumn
Promiseland
Scienza Vegetariana
Serpente Piumato
Shadow Knight's Vault
Vampirella
Veg Facile
Vegan 3000
Vegan Home
Vegan Italia
Vegan Riot
Vivere Vegan


La mia musica

Sting
Enya
The Cure
System of a Down
Danny Elfman
Carmina Burana
Caparezza



Cinema

Il Sesto Senso
Highlander
Ghostbusters
Gremlins
The Ring
Sleepy Hollow


Libri
Siete in...



 


La Gemma Oscura

giovedì, 26 maggio 2005

Luka - Suzanne Vega

My name is Luka
I live on the second floor
I live upstairs from you
Yes I think you've seen me before

If you hear something late at night
Some kind of trouble, some kind of fight
Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was

I think it's because I'm clumsy
I try not to talk too loud
Maybe it's because I'm crazy
I try not to act too proud

They only hit until you cry
And after that you don't ask why
You just don't argue anymore
You just don't argue anymore
You just don't argue anymore

Yes I think I'm okay
I walked into the door again
Well, if you ask that's what I'll say
And it's not your business anyway
I guess I'd like to be alone

With nothing broken, nothing thrown
Just don't ask me how I am
Just don't ask me how I am
Just don't ask me how I am

zanadion alle 17:15 |permalink|musica |
commenti (5)


 


Risentendo Nothing Compare di Sinead O'Connor mi rivengono in mente i tempi delle festicciole alle scuole medie, di quando ti emoziona una semplice musica o uno sguardo di troppo. Sono diventato cinico, crescere ci rende irrevocabilmente sordi muti e ciechi a certe sensazioni.
Sono passati più di 15 anni, ora sono un uomo e certe cose non ritorneranno più. Spero che questa non sia una parabola in discesa, tesa all'annullamento di ogni sentimento.

zanadion alle 15:19 |permalink|musica, life |
commenti (4)


 


Ci sono ritornato al Mc Donalds... Ma perché mi ostino a non dare retta a quelle piccole e basilari norme autoimposte di disciplina? Un'insalata con il pollo e subito dopo pesantezza di stomaco... Ci credo, il pollo era omogeneizzato solidificato... Chissà se ha mai beccato quella povera creatura.

zanadion alle 13:08 |permalink|mcdonalds |
commenti


 


Da http://cybergoth.splinder.com/

Il Manifesto del Connettivismo



Siamo i Custodi della Percezione, i Guardiani degli Angeli Caduti in Fiamme dal Cielo,

i Lupi Siderali. Un gruppo di liberi pensatori indipendenti.

Viviamo nel cyberspazio, siamo dappertutto. Non conosciamo frontiere.

Questo è il nostro manifesto.



  1. Noi vogliamo cantare la resurrezione dell'anima consumata nella tecnologia. La notte, il sogno, la visione e la connessione. E tutto ciò che sublima le nostre anime ad un livello superiore di conoscenza.
  2. L'audace intensità, la discrezione, l'introspezione, la ricerca delle arcane corrispondenze che intessono la trama occulta della realtà: saranno questi i punti cardinali della nostra poesia.
  3. Nessun languore, o facile sensazionalismo, né vacui tentativi di sterile rottura con la tradizione. Noi rifiutiamo tutto questo. Nostro unico scopo è esplorare le oscure implicazioni del futuro reperendone tracce esplicative nella trama della realtà attuale: scavare a fondo sotto la copertura alla quale i sensi comuni si arrestano, penetrare sotto l'epidermide del mondo e raggiungerne il midollo pulsante. La parola, l'immagine e la musica sono i virus che trasportano la nostra infezione.
  4. Noi vogliamo scivolare indietro nei secoli cavalcando l'onda irrequieta della nostalgia, perché è nella nostra storia tramandata e taciuta che sono state assemblate le nostre personalità. Non vogliamo resuscitare il passato nei suoi simboli, nelle sue vestigia, negli orpelli carichi di fascino antico ma ormai privi di ogni significato. Noi vogliamo riesumare i cadaveri del tempo, richiamarli alla vita nel corso di un rituale di negromanzia elettronica e lasciarli cantare. E poi danzeremo al suono delle voci dei morti.
  5. Noi siamo quelli che camminano da soli per strada, lo sguardo perso nel vuoto, sulle superfici dei palazzi. Siamo quelli che escono di rado, sospesi tra la vita del mondo virtuale e la realtà esterna percorsa dall'eco remota del passato. Scorriamo i sentieri eterei della Rete, navigando nell'oceano dell'informazione, fluendo come impulsi di adrenalina nei cavi che cablano la realtà. Siamo quelli che sostano all'ombra degli alberi, in ascolto del respiro avvolgente delle presenze. Noi siamo quelli che faticano a prendere sonno la sera, consapevoli che il sogno è la metà oscura della vita diurna, e per questo siamo pronti a vivere in eterno nelle lande sospese delle nostre proiezioni oniriche.
  6. Non abbiamo nomi: i nostri nomi non ci identificano, sono solo una forma di controllo. Ognuno di noi è un codice custodito in una base di dati: da qualche parte, un file personale traccia la nostra privata corrispondenza tra un identificativo e un profilo commerciale. Il nostro nome è un sussurro nel buio, un rumore nascosto nella radiazione di fondo dell'universo, un segnale immerso nel rumore della materia. Il nostro nome vaga libero nella notte.
  7. I crepuscolari, i simbolisti, i metafisici, gli ermetici, i dannati, gli astrattisti, gli impressionisti, gli espressionisti, i surrealisti, i futuristi sono nostri precursori: nei loro riguardi abbiamo maturato un debito artistico, per il modo di sentire le cose, per le modalità di approccio alla realtà, per la consuetudine di scavare senza timore tra le viscere sue e delle sue rappresentazioni astratte, simboliche, linguistiche. Siamo la retroguardia della Decadenza.
  8. Noi cerchiamo una verità possibile nell'ordito primordiale della realtà. Ricerchiamo i legami invisibili ai più, sondiamo la costituzione primaria delle cose, e come rabdomanti cibernetici aneliamo alle connessioni segrete che fondono nel Tutto Unico Superiore il significato e lo spirito di tutte le cose. Il nostro campo d'azione è l'Assoluto, dove ogni sistema, ogni processo, ogni azione vive di un senso intrinseco nella successione concatenata degli eventi.
  9. Noi siamo lupi siderali alla deriva sulle correnti mistiche dei venti solari, che cantano alla notte per ascoltare l'eco delle loro voci risuonare in lontananza. Immersi nel flusso ininterrotto dell'informazione, seguiamo le voci remote che spazzano le lande deserte della realtà: gli spettri sono le nostre guide. Intrepidi percorriamo le immense distese silenziose di periferie entropiche adagiate nel crepuscolo dei sensi.
  10. Ci schiariamo la voce per far risuonare il nostro silenzio; dissipiamo parzialmente le ombre davanti ai nostri occhi. Desideriamo non parlare per non disciogliere l'ascolto che passa dentro di noi, l'ascolto delle cose arcaiche e future che sanno trasmettere. Noi siamo chiusi nelle nostre percezioni a coloro che non hanno altre mire che riempire i luoghi di falsi colori, falsi rumori, false risate. Il nostro mondo è occupato da altri universi esistenti qui, di fianco a noi. Prestiamo ogni senso al suo ascolto, ne rimaniamo estasiati e rapiti.
  11. Noi vibriamo al suono di musiche oscure, passate o future. Con esse ci costruiamo il nostro mondo psichico architettando note intriganti, e lì passiamo gran parte del nostro tempo cerebrale mentre ci connettiamo.
  12. Noi inseguiamo la condivisione delle anime, dei luoghi, del tempo usando antichi percorsi mistici. Siamo protesi verso la connessione.
  13. Le strade deserte sospese nella notte, i campi spettinati dal vento, le periferie immerse nel buio, i monumenti congelati nel silenzio, i cimiteri di campagna, le luci al neon della metropolitana di sera, le stazioni affollate di anime in partenza e di altre in arrivo, i reperti dell'archeologia postindustriale, le strade morte, le autostrade abbandonate, le città rase al suolo dai bombardamenti, i territori ai margini, la morbida geometria dei corpi, i silenzi remoti di stanze d'albergo abbandonate, il rumore di fondo delle metropoli, la carica erotica della promiscuità tecnologica, il caos, la connessione neurale, le reliquie del passato. I flussi di elettriche emozioni che confluiscono nella sfera senziente della percezione. Le impressioni cangianti, i deliri mistici di note, fragranze e sfumature: il tripudio dei sensi. Il respiro della notte, il ruggito delle novae e i sospiri delle stanze che deformano la nostra comprensione dei sogni. Questo noi canteremo, nell'ansia fremente di sviscerare e portare alla luce gli oscuri sentieri che tracciano percorsi sotto la superficie delle cose. Noi siamo il tumore psichico indotto, infiltrato nell'integrità rasserenante del cadavere in animazione sospesa consegnatoci dall'ordine costituito. Siamo le ali del CONNETTIVISMO

zanadion alle 00:59 |permalink|paradosso |
commenti (1)


 


mercoledì, 25 maggio 2005

Ping-Pong.

zanadion alle 15:27 |permalink|life |
commenti


 


martedì, 24 maggio 2005

Sono il surrogato di un pensiero, inserito a forza in una cellula mortale, una sequenza di bit tradotti in endorfine ed
adrenalina,un prodotto di coincidenze spaziali e temporali per le quali un milardesimo di micron fa più differenza tra vita e morte.
Sono un insetto minimale spostato da una mano che per me è grande quanto un universo, un elettrone ipertrofico che non trova il proprio percorso e si annulla per la dispersione energetica o semplicemente sottoposto a sensi troppo poco sensibili per registrarne l'esistenza.

zanadion alle 14:09 |permalink|pensieri |
commenti


 


giovedì, 19 maggio 2005

Le anime dannate esistono. Esse stesse hanno condannato la propria anima: nessuno può punirci più della nostra coscienza.

zanadion alle 09:30 |permalink|pensieri |
commenti (2)


 


martedì, 10 maggio 2005

Questa è una vera apnea.

zanadion alle 23:11 |permalink|life |
commenti (2)


 


Vorrei sapere se gli esseri umani abbiano dei limiti nella sopportazione di tensione ed angoscia.

zanadion alle 16:54 |permalink|life |
commenti


 


Perchè nella vita c'è altro oltre a essere belli,
belli, belli in modo assurdo.

zanadion alle 11:59 |permalink|citazioni, cinema, zoolander |
commenti


 


In poche parole: esausto ed estremamente ansioso.

zanadion alle 11:51 |permalink|life |
commenti


 


Seguo la ricostruzione della mia unghia distrutta dal nervoso. Giorno per giorno, percorso lento ma visibile. Perché l'anima non si ricostruisce con la stessa, seppur serafica, certezza?

zanadion alle 11:33 |permalink|life |
commenti


 


La felicità è una merce che si trova in vetrina, ma la sua etichetta ha troppi zero per chiunque.

zanadion alle 10:33 |permalink|pensieri |
commenti (1)


 


lunedì, 09 maggio 2005

La botteguccia è stata aperta proprio stamattina. La nebbia aleggiava per la strada, ed a fatica si riuscivano a notare i piccoli orologi che battevano il loro tempo asincronamente, come uomini e donne in cerca della loro individualità. Uno di questi mi ha fatto sobbalzare quando si è aperto, all'improvviso. Piccolo orologio da tasca, mostrava la foto di un bambino. Una foto così antica... Il tempo è passato per te, giovane, uomo, anziano. Tu ora sei parte del flusso del tempo. Tutti vorrebbero remare al contrario ma non possono sottrarsi alla forza più grande.
La botteguccia si è chiusa. Non ha più riaperto. Forse il tempo stesso mi ha mostrato ciò che non avrei voluto vedere. Una finestra su me stesso.

zanadion alle 17:33 |permalink|pensieri |
commenti


 


Sento il sangue caldo scendere sulla mia gola. Ad esso si mischiano pensieri, altrettanto caldi che gelano scendendo verso la terra.
Il sapore amaro mi fa prima sorridere e poi dimentico da chi stavo bevendo: la lastra mi ha già ricoperto e la polvere compie il suo corso.

zanadion alle 17:24 |permalink|vampiri |
commenti (1)


 


Sembra sempre che il mazzo di carte si disfi prima della fine della partita.

zanadion alle 17:20 |permalink|pensieri, life |
commenti


 


Tufello

Alla fiera der Tufello pe' du' scudi,
er Patata la madre scippò.

...e venne er Catena che corcò er Patata,
che pe' du' scudi la madre scippò.

Alla fiera der Tufello pe' du' scudi,
er Patata la madre scippò.

...e venne er Cipolla che i'è partito ar Catena,
che corcò er Patata,
che pe' du' scudi la madre scippò.

Alla fiera der Tufello pe' du' scudi,
er Patata la madre scippò.

...e venne er Monnezza che ha dato du' botte ar Cipolla,
che i'è partito ar Catena,
che corcò er Patata,
che pe' du' scudi la madre scippò.

Alla fiera der Tufello pe' du' scudi,
er Patata la madre scippò.

...e venne er Tramontana che cor crick der Renò Cinque ha aperto er Monnezza
che ha dato du' botte ar Cipolla,
che i'è partito ar Catena,
che corcò er Patata,
che pe' du' scudi la madre scippò.

Alla fiera der Tufello pe' du' scudi,
er Patata la madre scippò.

...e venne er Caccola che co' du' crocche ha sdraiato er Tramontana
che però c'aveva l'amici che so' venuti
e hanno fatto un culo così ar Caccola
che c'aveva er cognato ch'era 'nfame perso
è venuto cor canne mozze,
ha tirato sur Monnezza
che con buco su una gamba ha cominciato a di':
- 'a 'nfamoni, lasciateme sciorto che a questo l'apro 'n due come 'na cozza!-
ma è arrivata la banda der Coreano, erano tutti inkazzati,
se so' gonfiati,
se so' sparati,
se so' bombardati......

'na CAMBOGGIA !!!

Alla fiera der Tufello pe' du' scudi,
er Patata la madre scippò.

zanadion alle 17:16 |permalink|musica, latte e i suoi derivati |
commenti (1)


 


giovedì, 05 maggio 2005

Gli ultimi due film visti in due recensioni-iperlampo.

Supersize-Me
Morgan, regista-protagonista del film, vuole fare un esperimento: provare agli spettatori quali siano le conseguenze di un mese passato come una buona parte degli americani: dentro il MCDonalds. Tre pasti al giorno a big mac, patatine e bibite gassate, e la sua salute di ferro diventa dapprima tremante e poi in pericolo. Un ottimo esperimento sociologico (anche se masochista, per certi versi) e uno spettacolare documentario, della scuola di Michael Moore. Lo consiglio a chiunque tenga alla propria salute e voglia sapere qualcosa di più su cosa mangia quando vuole un "fast food". ****

Crimen Perfecto (tit.orig. Crimen Ferpecto)
Raphael, un brillante caporeparto dal fascino irresistibile vuole proseguire nella sua scalata al successo. Ma quando un incidente lo rende assassino del suo avversario, Don Antonio e l'unica testimone è la brutta e complessata Lourdes, le cose cambiano: come evitare che spifferi tutto alla polizia se non assecondando ogni desiderio della ragazza? Ma forse c'è un'alternativa... Un film dall'umorismo nero tipicamente spagnolo, dove una pesante punizione non sembra essere mai abbastanza... Anche se nel cinema eravamo io e altre tre persone, lo consiglio (se riuscite ancora a vederlo) per il suo macabro umorismo e cattivo gusto (non crediate, quest'ultimo lo considero positivo). Non andate al cinema pensando ad una commedia, però: il film ha anche una sua contorta morale. *** e 1/2

zanadion alle 01:35 |permalink|cinema, grasso, mcdonalds |
commenti (2)


 


mercoledì, 04 maggio 2005

Ricadere sempre negli stessi errori: il paradosso del genere umano. Io ne sono un esempio lampante.

zanadion alle 23:56 |permalink|life |
commenti


 


Sono sempre stato ligio alle regole.

Ad un certo punto della vita si può cambiare.

zanadion alle 23:48 |permalink| |
commenti


 


La mia macchina puzza come una gabbia di canarini dopo due settimane.

zanadion alle 23:45 |permalink|life |
commenti