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Sono a metà tra due mondi. Passeggio tranquillamente nel più normale degli pomeriggi, in mezzo a luci ovattate, in una stanza simile ad una foto black&white anni settanta. Le pareti riflettono la luce degli esterni, e i suoni sembrano traspirare dai muri più che entrare nella stanza. Il viaggio. Questa psichedelia mi atterrisce, e mi sento pensiero senza corpo. Rallentato-velocizzato-rallentato, voglio frenare eppure ritorno in circolo ancora una volta. Ho prenotato il biglietto di ritorno, ma nessun controllore lo vidimerà.
Poi il grigio diviene colore insopportabile, soffocante; il rosso schizza virtualmente dalle mie vene, ma non sono ferito; il blu traspira dall'acqua entrando dalle narici come vapore bollente; sento l'odore del verde e ricordo metonimicamente l'erba, affondando lento-veloce nel pavimento che mi frena. Sto sudando, eppure non realizzo perché, visto che c'è una corrente che viene da fuori e vi ritorna.
Non è concesso, al povero essere umano, non tradire la sua essenza fatta di tranquilla armonia e di pace con gli altri? E' davvero obbligato a pascere le proprie emozioni per poi soffocarle come fa una madre assassina con il frutto dell'amore non desiderato? Deve necessariamente essere costretto ad imbracciare le armi ed affrontare un duello impari con il proprio ego, sicuro che sia se vincesse che se perdesse il risultato sarebbe lo stesso?Perché, oltretutto, in questa fragile lotta interiore penetrano sempre più fattori esterni che nessuno aveva chiamato, e che complicano un percorso già torbido e tempestoso di suo? Non so dare risposta a queste domande. Non so nemmeno se sono io stesso a farle, eppure sono certo che essere in attesa di qualcosa che non verrà da sola porterà me stesso all'autodistruzione. O, peggio, all'annullamento dell'anima che continuerà a riempire il suo guscio ma più simile ad una scritta rossa che ad una coscienza. I sorrisi continueranno, ma vuoti come bottiglie donate ad assetati; le uscite, le serate e il lavoro proseguiranno indistintamente. E come fotocopie le giornate stingeranno sempre più, inesorabilmente e impercettibilmente. Voglio una vacanza da me stesso.
La dissociazione mentale si fa sempre più vicina. Probabilmente tra poco mi siederò con me stesso a chiacchierare amabilmente, mentre Shadow Knight versa il te agli altri due.
Ed eccomi alla resa dei conti, alla battaglia finale che burattini combatteranno al mio posto lasciando il mio corpo fumante nella distesa di ghiacci che diverrà il mio cuore.
Antitesi cosmica, trappola cristallina e sopravvento del silenzio.

Non è morto ciò che in eterno può attendere, 
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire.
Dove mi porterà la mia irregolarità di pensiero?
Ho attivato l'album di foto: http://shadowknight.altervista.org/gallery/index.php Se volete commentate. Ma è solo una piccola parte per ora.