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Raggi di luce. La distanza è ubiquamente tendente all'infinito.
Perché non riesco più a sognare?
Cara Valentina (testo: M. Gazzè/ F. Gazzè; musica: M. Gazzè) Cara Valentina il tempo non fa il suo dovere Ho la strana sensazione di un amore acceso E tu sarai il pretesto Per esempio non è vero
e a volte peggiora le cose
credimi pensavo davvero di avere superato
il momento difficile
ed ancora adesso non mi è chiaro lo sbaglio che ho fatto
se il vero sbaglio è stato il mio
perchè dai miei trent'anni ti aspettavi un uomo
col senso del dovere
perchè chi s'innamora non deve dirlo a nessuno
oppure un'imprudente enfatica demenza
nel farti le carezze girata dall'altra parte
esploso troppo presto fra le mani
e cara Valentina che fatica innaturale perdonare a me stesso
di essere io di essere fatto così male
cara Valentina il tempo non fa il suo dovere
e a volte peggiora le cose
per approfondire
un piccolo problema
personale di filosofia
su come trarre giovamento
dal non piacere agli altri
come in fondo ci si aspetta che sia
che poi mi dilungo spesso
su un solo argomento...
La Guerra dei Mondi è cominciata: i Senzienti hanno attraversato eoni in pochi istanti, scivolando tra le realtà per raggiungere la nostra piccola porzione di Universo. Eppure conosciamo la loro presenza: abbiamo sempre saputo che qualcuno, senza immaginare chi, ci sarebbe comparso alle spalle. La Paura esisteva da sempre, ma nessuno aveva mai saputo darle un volto. Eppure un volto loro non lo possiedono neppure: ognuno dà a questi antichi cavalieri l'immagine che preferisce. Chi li vede come Angeli, chi come Dischi Volanti; chi li identifica con la Morte stessa, chi con l'amore della propria vita. Forse un autostoppista sul cigliio della strada, forse ancora una anziana e simpatica signora che nutre gli uccellini al parco. Un gatto che ci fissa negli occhi. La sensazione di sporco dopo aver detto una bugia. Non sappiamo come verranno. Infatti essi sono già qui. E non possiamo far nulla per sconfiggerli. Sono nei nostri incubi, o forse sono i nostri più proibiti desideri.
Si sono trascinati, questi Spiriti Guerrieri fatti di Luce ed Ombra, senza mostrarsi affatto gli esseri inferiori. Costoro avrebbero potuto vederli, se avessero posseduto le Lenti Lunari, ma tale tecnologia è filtrata a noi soltanto nel mondo di Sogno.
Dolcezza.
Ma servirà a qualcosa, nella vita, l'ottativo?
Grazie, mio piccolo angelo custode. Anche se non ti vedo so che ci sei. Avrai i capelli biondi e il vestito vaporoso, con ali di pavone? O sarai una persona invisibile, come tante, che mi è sempre vicina?
"La migliore erba-pipa del Decumano Sud"
Gli ingredienti della mia anima: - 0.2g di felicità Mescolare, aggiungere libellule q.b e servire fresco
- 1g di onanismo mentale
- 3g di egoismo
- 0.8g di arcobaleno
- 7g di sogni
- 2g di nuvole
- 4g di amore
- 3g di eternità
Labile la differenza tra sogno e incubo, soprattutto se non stiamo dormendo.
22.37 e ancora sono qui a perder tempo davanti al monitor.
74 kg, peso da sgocciolare.
E noi ci lamentiamo al ristorante perché il piatto di pasta non è abbondante.
Pronto a scattare. Quando dicevano "Presto e bene non stanno bene insieme" ignoravano che la vita è basata sul principio opposto.
Smiths - That Joke isn't funny anymore Park the car at the side of the road But that joke isn't funny anymore Kick them when they fall down It was dark as I drove the point home I've seen this happen in other people's I've seen this happen in other people's I've seen this happen in other people's I've seen this happen in other people's I've seen this happen in other people's I've seen this happen in other people's I've seen this happen in other people's I've seen this happen in other people's
You should know
Time's tide will smother you
And I will too
When you laugh about people who feel so
Very lonely
Their only desire is to die
Well, I'm afraid
It doesn't make me smile
I wish I could laugh
It's too close to home
And it's too near the bone
It's too close to home
And it's too near the bone
More than you'll ever know ...
Kick them when they fall down
You kick them when they fall down
Kick them when they fall down
You kick them when they fall down
Kick them when they fall down
You kick them when they fall down
Kick them when they fall down
And on cold leather seats
Well, it suddenly struck me
I just might die with a smile on my
Face after all
Lives
And now it's happening in mine
Lives
And now it's happening in mine
Lives
And now it's happening in mine
Lives
And now it's happening in mine
Oh ...
Lives
Oh ...
And now it's happening in mine
Happening in mine
Happening in mine
Happening in mine
Happening in mine
Lives
Oh ...
And now, now, now it's happening in mine
(I've seen this happen)
Happening in mine
Oh... now, now
Lives
Oh ...
And now it's happening in mine
(Happen)
Happening in mine
Oh ...
Happening in mine
Happening in mine
Happening in mine
Lives
Oh ...
And now, now, now it's happening in mine
Happening in mine
Mine, mine
Happening in mine
E se fossimo tutti in un enorme reality show?
Il riso abbonda nella bocca degli stolti... e al ristorante cinese.
Lavatrice da fare
Piatti da buttare in lavastoviglie
Camera da pulire
Mobili da buttare
Libreria da rivedere
e questo è soltanto l'inizio.
"Fatti non foste per viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza..."
La verità è piccola come una capocchia di spillo, il piacere sottile come un capello, il bene piatto come un foglio di carta. L'orrore è un universo che invece circonda ognuno di noi, bollente come il fuoco fuori, gelido come la morte dentro. E noi amiamo tuffarci nella Sofferenza, liscia come una statua di marmo ed enorme come il Rimorso.
Rivisitazione globale dell'etica: molto più facile di quanto pensassi. E il cinismo avanza, imperante.
Voglio andare a Casa!!!
Vorrei un sapone che lavasse via la tristezza, ed una medicina contro tutti i mali.
Risultato di una settimana di dieta che ha escluso: - Funghi Lo stomaco sorride, la bocca piange amaramente.
- Formaggi Grassi
- Pomodoro
- Fagioli
- Aceto
- Limone
- Caffè max 3 al giorno
- Cioccolato
- Schifezze varie
Neverland Il signor Lumière si è svegliato, come ogni giorno, alle 6.02 perché ha verificato che questo orario gli consente di uscire di casa all'ora migliore, né troppo presto né troppo tardi; e, fatta colazione con la consueta fetta di pane imburrato (un giusto strato, non troppo sottile e non troppo spesso) e l'immancabile bicchiere di succo di pompelmo, esce di casa, con il perfetto completo perfettamente stirato. La sua cravatta non fa una piega, e si accosta perfettamente al colore della camicia e della giacca.
Attraversa la strada per recarsi alla fermata del bus, in modo da stare sul luogo alle 6.42 precise, prendendo l'84 che passerà immancabilmente alle 6.47.
Quei cinque minuti gli servono per osservare la facciata del palazzo e borbottare qualcosa quando la signora del quarto piano, terza finestra, alle 6.44 apre la persiana e stende il solito lenzuolo rosso e arancione.
Arriva davanti all'ufficio dell'Agenzia 49 alle 7.28. Alle 7.29 muove, con gesto identico agli altri giorni il braccio sinistro salutando la guardia, poi timbra il cartellino e si siede alla sua scrivania perfetta ed in ordine.
Compila matematicamente buste paga e pratiche fino alle 11.27, momento della pausa caffè.
Si avvicina, senza un secondo di ritardo alla macchina distributrice; inserisce le monete già contate ed estrae il bicchiere fumante dopo essersi sintonizzato sull'ipnotico rumore di tostaggio, frantumazione e filtraggio dei chicchi.
Il caffè ha le tre bollicine sulla schiuma alle quali lui è abituato. Lo porta alla scrivania e prende dalla tasca la scatolina contenente zollette che sua moglie gli ha preparato, alle 21.04 del giorno prima.
Una minuscola creatura, una formica, sta camminando in mezzo ai granitici edifici di zucchero, procacciandosi il cibo.
Monsieur Lumière è estremamente contrariato: osserva l'esserino muoversi, preparandosi a gettare il caffè. Ciò che lo disturba è soprattutto rompere il suo ritmo: non è affatto abituato a comportarsi diversamente dal solito. E poi ha già perso un minuto sulla scaletta per aggrottare la fronte e muovere il dito, spedendo altrove la formica. Altrove lontano dalla sua perfetta scrivania.
La formichina lo guarda, poi gli implora qualcosa, muovendo le zampine. Troppo poche: non dovrebbe averne sei? E poi, dove sono le antenne?
Lumière si avvicina con gli occhi al bordo della scatolina; il suo naso squadrato e triangolare, privo di imperfezioni, arriva a portata di quello che sembrava un insetto ed invece è un omino, con tanto di bombetta e bastone da passeggio, che saluta con la manina il gigante spaventato, pur fissato con orrore.
L'uomo getta via la scatoletta, destando la perplessità dei suoi colleghi abituati alla sua tranquillità, e si precipita fuori dalla stanza. Qui si tranquillizza, intravedendo il Signor Direttore girare l'angolo, ma spalanca i bulbi oculari quando si rende conto che costui, nel salutarlo con la solita educazione, gli sta porgendo tre mani destre.
L'impiegato, fingendo tranquillità, si è già diretto verso l'uscita. Qui spera in una rilassante boccata d'aria che gli viene negata quando può constatare che il cielo verdino è solcato da un panciuto drago viola.
Correndo e schivando automobili in corsa e sguardi stupiti dei passanti si avvicina al Café Leroux; gli inservienti con le loro antennine e le due bocche cercano di metterlo a suo agio, eppure lui non apprezza l'ordine perfetto delle loro giacche o la pulizia delle scarpe di questi indefessi lavoratori.
Ansimando e boccheggiando si sposta in direzione della biblioteca, la chiesa della Razionalità e dell'Ordine. Al suo posto, può accertarsene solo a pochi passi, trova un bellissimo e turistico Tempio di Gerusalemme con tanto di Cavaliere che ossequiosamente si inchina.
Il signor Lumière non ce la fa più: è paonazzo in volto, la testa gli gira ma ciò che più lo sconvolge è che non è riuscito a terminare le sue 28 pratiche giornaliere. Arrancando verso una sempre più improbabile salvezza trova un tizio che curiosamente gli assomiglia come una goccia d'acqua. Costui, non scomponendosi minimamente, gli spara in testa senza nemmeno bisogno di mirare.
"Come vorrei sognare, e vagabondare nell'infinito?"
Questo è stato l'ultimo pensiero dell'istinto. La sua ragione, invece, riprende a lavorare e termina, come ogni giorno fino all'età della pensione, il suo lavoro quotidiano.
La sua mogliettina lo attende a casa, con l'impeccabile Hors d'Oevre di carote e sedano.
Sogno di chiudermi in me stesso, e ritornare ad uno stato di grazia ormai perduto.