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Sono sulla metropolitana intento a leggere Inchiesta sul Cristianesimo, l'ultimo libro documentario di Corrado Augias sullo sviluppo della religione cristiana nella storia. Sale sul vagone una giovane ragazza, avrà 16 o 17 anni, con indosso una maglietta dei System of a Down, collana di metallo, unghie laccate di nero, occhiali da sole che coprono lo sguardo, anche se si trova in un posto chiuso. Un aspetto piuttosto ribelle. Così comincio a pensare che una così possa schifare la mia lettura, considerandola da perbenista, e i pensieri corrono a tutti quei metallari da concerto (per un bel po' anch'io ho fatto parte del gruppo)... All'improvviso, prima di scendere, si avvicina e mi fa, togliendosi gli occhiali, con un bel sorriso aperto negli occhi: "Scusi, com'è questo libro, me lo consiglia?" E'proprio vero che le apparenze ingannano.
E'scesa, lasciandomi abbastanza stupito.
Si sposa uno dei tuoi migliori amici.
Altri mettono in discussione ogni pensiero e tutto il tuo passato.
Secondo lo Zen uno schiaffo porta all'illuminazione.
1) Mal di testa 2) Restato inutilmente in ufficio per 2 ore 3) Mal di testa 4) Devo tornare a casa in bus e fare un pezzo a piedi 5) Mal di testa Che altro, oltre al mal di testa?
Tofu
Questa sera mi sono messo a mangiare del buon tofu coi broccoli.
Oltre ad avere un sapore quasi neutro che lo rende adatto a qualsiasi altro alimento, il tofu ha pure... qualche conseguenza, come il Seitan.
Manda in bagno.

Considerando che mi sto prendendo un caffè, ora capisco perché non soffro di stitichezza, da quando sono vegetariano.
Voglio una crociata a cui partecipare.
Suggerimenti?
Vediamo un po', tiriamo fuori dall'armadio un po' di cose.
Tutte marce.
Tutte ormai vecchie, rosicchiate dai tarli.
No, molte cose buone ci sono, ma imbustate, devo rinnovare un po'il guardaroba.
Dai che ce la facciamo.
Mangiato troppo...
Il ritorno Salve a tutti, cari amici. Quante cose sono cambiate? Tante. Sono diventato vegetariano. Per chi non mi conosce non dico molto. Ma se vi interessa, parliamone.
Dopo una lunga assenza riscrivo sul blog.
Spero che non sia, come in passato, un fugace ritorno.
Sono andato a vivere da solo, anche se vicino alla mia precedente casa.
La mia situazione lavorativa si sta evolvendo, e mi stanno dando delle responsabilità (era ora)
I miei studi continuano. Quali studi direte voi? Poi saprete...
Ecco il diario della risistemazione della mia casa.
Un diario terribilmente personale. Ma lo spazio è mio. Se la cosa può infastidire gli 1-2 lettori che passano di qui lo dica pure, posso anche cambiare regime. Diciamo che questo genere di messaggio serve a farmi un po' di coraggio.
Risistemazione del bagno. Ho pulito la doccia e il lavandino. Spostato tutto da una parte all'altra.
Casa mia è un'apocalisse di abiti da lavare (inutile farlo se poi non si hanno gli armadi liberi). Il bagno è l'emblema e la bandiera della battaglia. Mucchi simili a cadaveri, pronti a ghermirti come morti viventi.
Ho separato i rossi dagli scuri e dai colorati. Avrei dovuto lavarli, ma forse non voglio ripetere l'esperienza dell'ultima volta. Maglione disgregato dalla centrifuga.
E'ora di tirare la linea e ricominciare una nuova pagina del quaderno della vita.
La Casa. La mia casa è in continuo caos statico. Le pareti trasudano disordine, e pian piano sembra che lei stessa si sia lasciata andare, mentre noi ne assorbiamo l'apatia. Devo uscire dal circolo: la casa mi attira come un imbuto coperto di grasso verso il fondo.
Dove vivere. Dovrò riuscire a trovare un posto dove vivere con chi amo. I soldi sono pochi, però.
Lo studio. Ogni tanto vorrei ricominciare a studiare, ma il tempo è poco, troppo poco.
Scrittura: Ho perso ogni capacità di scrivere? Perché non riesco più?...
Emozioni: Scivolano. Sto diventando un ghiacciolo.
Amici: Questo discorso l'avevo fatto. Sono il più inaffidabile del gruppo, sia a livello di amicizia (sparisco) sia per gli impegni ludici che ogni tanto cerco di portare avanti. Non è cambiato molto.
Tanto ancora.
Una settimana in Ciociaria. Certe volte vorrei eliminare la meccanizzazione, l'industrializzazione e rallentare il ritmo fino quasi a fermarmi. Sono stato talmente bene che non sarei mai voluto andare via. Mangiare, dormire, stare con la mia amata. Tutto così bucolico ea contatto con la natura, tanto diverso da questa cappa di smog che è la mia città. Se questa è la culla della civiltà allora preferisco l'inciviltà. Ci convincono che abbiamo bisogno di tante cose (internet, cellulari, televisione) ma le dipendenze sono difficili da eliminare.
Sto talmente rilassato che non riesco nemmeno a cominciare a lavorare, e con difficoltà riesco a premere i tasti e scrivere.
Siamo soltanto persone, il resto è optional.
Quando il quartiere cade nelle tenebre, lampioni spenti e luna che sembra osservare attraverso le ombre.
Una volante della polizia controlla dei ragazzi che, come in cerca di aiuto, ti fissano mentre ti allontani.
Mi sento un po' come il quartiere, questi giorni: i pensieri, non illuminati, agiscono di vita propria e tessono trame sempre più complesse finendo in recessi dell'anima mai scoperti prima.
Ho deciso di dedicare una parte della mia vita ad un nuovo hobby, la fotografia. Forse la voglia di cristallizzare dei momenti che destino in me piacevoli ricordi. Si vive di ricordi e di emozioni, diceva qualcuno. Ma forse a 29 anni è un po'troppo presto.
Uhm, è bello per una volta essere dall'altra parte della barricata. Terza faccia della medaglia. Rischioso squilibrio della propria emivita.
Ti ho visto vicino alla mia macchina: mi guardavi dolcemente ed hai accettato volentieri l'acqua, visto che morivi di sete. Ti ho guardato mentre te ne andavi sgambettando, sperando per te in un futuro senza fame o sete. Ti ho rivisto stamattina, o almeno ciò che restava del tuo corpicino martoriato dalle automobili che, disattente, sfrecciano senza neanche curarsi di un essere vivente che attraversa. Ho schivato i tuoi resti e la tua pelliccia. Schiacciata. Non ti scorderò mai.
Terribile sensazione di down, dopo ieri. Come se tutto dovesse finire male, e io fossi la causa di tutto. Gli affetti, non voglio che svaniscano: ho già perso troppo. Forse non ci sono abituato. E questo blog sta diventando troppo personale, forse.
Giornate intere passate a tossire, rischiando di soffocare per il vomito (e altre 4 ore al pronto soccorso dopo il braccio tumefatto dell'altra volta). Mai fumato neanche una sigaretta, ma da dove viene una bronchite così?^
Tosse, un braccio mezzo dolorante e una sensazione di febbre non aiutano di certo. Il 7 maggio un evento al quale non posso mancare ma un sacco di cose da fare, mi sento confuso e spossato. Come al solito.
Prima o poi, la resa dei conti. E ne risulterò annichilito.
Non la reggo un'intera giornata qua dentro. Marcisco.
Tentazione.
Mi sento come a scuola, escluso dalle attività di gruppo. Esasperazione.
Stasera si mangia cinese! Stomaco sotto tortura vietcong e bocca in paradiso!!
Il mio ultimo acquisto: in offerta ho preso un 6680 della Nokia, un cellulare che dovrebbe far finire tutte le pene che ho avuto per quello della H3G che ho comprato l'anno scorso (ho sprecato più telefonate a dire, e sentirmi dire, "cosa?" che a parlare realmente. E' molto bello (anche se ho paura di romperlo come ho fatto con gli altri) e pieno di funzioni (tutte inutili, ma io mi diverto con poco.
E noi ci lamentiamo al ristorante perché il piatto di pasta non è abbondante.
Pronto a scattare. Quando dicevano "Presto e bene non stanno bene insieme" ignoravano che la vita è basata sul principio opposto.
Lavatrice da fare
Piatti da buttare in lavastoviglie
Camera da pulire
Mobili da buttare
Libreria da rivedere
e questo è soltanto l'inizio.
Rivisitazione globale dell'etica: molto più facile di quanto pensassi. E il cinismo avanza, imperante.
Risultato di una settimana di dieta che ha escluso: - Funghi Lo stomaco sorride, la bocca piange amaramente.
- Formaggi Grassi
- Pomodoro
- Fagioli
- Aceto
- Limone
- Caffè max 3 al giorno
- Cioccolato
- Schifezze varie
Il giorno è arrivato, un tubo di quasi un metro infilato giù per l'esofago... Fastidiosa, non c'è che dire, la gastroscopia non la auguro a nessuno; pensavo peggio, però... Non mi sono neanche fatto fare il Valium (odio essere sotto un tram). Per fortuna non era una rettoscopia.

Ascoltando musica greca, araba e cinese mi preparo a volare verso luoghi della mia mente che spero mi faranno scivolare via l'ansia.
Altri tre libri acquistati (ma ancora non in mio possesso): - L'Enciclopedia delle Mummie Non si vede che mi interesso di stranezze?
- Il Nuovo Libro degli Spiriti
- Il Libro dei Dannati
Da quanto tempo non sorrido da solo?
Un folle mese all'insegna degli acquisti sulle aste online. Mi sono riempito di cose che, chissà, mi serviranno mai? - Un violino Ho bisogno di: - Una libreria vuota che accetti anche i 64 DVD originali che ho accumulato in un anno e mezzo di sortite alle varie edicole, più regali vari Aiuto!
- Un'intervista a C. Castaneda
- Un libro sul rapporto tra ufo e Genesi Biblica
- Un libro esoterico che solo a citarne il titolo mette i brividi
- Due fogli per carta da decoupage
Oltretutto sto spendendo fior fiore di soldi a comprare:
- La collezione dei film di Nightmare
- Libri della Repubblica (per ora Divina Commedia in toto e Odissea)
- Tre romanzi di Italo Calvino.
- Una scarpiera (non ne ho molte di scarpe, ma...)
- Cornici per tutti i poster cinematografici (Kill Bill, E.T. etc) e un paio di stampe
Salve a tutti.
Volevo sentire il vostro parere su una cosa che mi è capitato di dire oggi parlando con una persona al telefono mi è uscita fuori una frase: "Non esiste nessun regno delle fate, nessun regno incantatato".
Ora non vi sto a dire il contesto della frase e il discorso in cui è uscita, ma semplicemente ora sento che a 28 anni compiuti con una semplice frase è come se avessi demolito un intero universo, quello dei sogni che dura sin da quando si prende coscienza da bambini, quel "fare ooh" che racconta la canzone... Secondo quanto credevo (alla suddetta veneranda età) ero accompagnato da un mondo di fantasia che, seppur irreale, esisteva comunque "da qualche parte". Quei sogni sul futuro e quell'ottimismo vitale che comunque riescono a spingere oltre la vita di tutti i giorni, facendo sembrare valido un mondo schifoso pieno di violenza, egoismo, morte perché da qualche parte dentro di noi esiste un mondo speculare fatto di sogni, felicità e spensieratezza.
Sinceramente è la prima volta che mi capita di dire, anche se in un momento di rabbia, una frase del genere. Oltretutto, riflettendo sulle mie ultime abitudini, ho ripensato che comunque da un certo punto (forse da poco tempo a questa parte) è come se fossi invecchiato e una parte di me fosse improvvisamente morta, divorata dalla serietà, responsabilità e dal male che ho descritto sopra e sembra avermi sopraffatto. Ho effettuato una rilettura del periodo appena precedente. Prima leggevo molto, ora qualcosa me lo impedisce. Guardavo film con la curiosità di un ragazzo, immedesimandomi nel protagonista in un trasfert che mi faceva provare le stesse sensazioni di coraggio, paura, emozione; ora semplicemente le immagini scorrono, e non mi sento più sintonizzato (tanto che due film tra i miei preferiti, come il Sesto Senso e The Frighteners mi sono passati come acqua tiepida). I giochi (argomento principe del nostro sito) non mi danno la spinta che prima mi faceva dimenticare il mondo tutto intorno.Ma la cosa più grave è che quei sogni realizzabili (o forse meno) sul futuro, e l'indirizzarsi verso la felicità (o almeno chiedersi dove trovarla) diventano candele sempre più flebili.
Come a dire: il mondo della fantasia non esiste. Ne hai la prova con quello che ti circonda. Non puoi staccarti da esso perché semplicemente ne fai parte e la materia che ti compone ti guarda, con i suoi orridi e gelatinosi occhi senza permetterti di abbandonarla a favore di qualcos'altro
Il discorso è abbastanza sconclusionato, forse uno sfogo (che non interesserà ai più) ma anche una domanda a tutti voi: Quanto considerate importanti le vostre fantasie, sia realistiche che completamente "fantasy"? Riuscireste a vivere senza? E, cosa più importante, come riprendere ciò che mi sono tolto?
Ho passato un bel 28°compleanno, per tanti motivi. Domani, se mi viene, scriverò qualcos'altro sulla bella giornata di oggi.
Ho avuto Yaya vicino, che ha fatto 200 km per poi ritornare, a sera, a casa sua solo per portarmi una bellissima torta di compleanno per il mio risveglio (grazie, angelo mio)
Ho avuto la mia famiglia vicino.
Ho ricevuto tanti auguri da tante persone, che per alcuni è completamente indifferente, ma per me è più che fondamentale: sentire l'attenzione e l'affetto nei propri confronti da parte di tutti è più importante di qualsiasi lotteria.
Ho ricevuto due piccoli regali (una tartaruga da yaya e un libro da mio fratello).

Rumore di tacchi nel corridoio. Quasi minaccioso.
Ritorno al lavoro più traumatizzante che tuffarsi di pancia da un'altezza di 300 metri.
50 anni di mia madre, una giornata altalenante tra la rabbia perché la vita comunque deve avere necessariamente risvolti negativi, e piccole soddisfazioni (il regalo è stato gradito, ma alla fine sembra sembre che ultimamente a certe cose devo pensare sempre io. Sto entrando (forse alla mia età era ora) in un vortice di responsabilizzazione forzata in un ambiente che non è solo mio. In pratica mi sento legato anche a casa mia.
Sono stato a cena al Mongolia Babecue, un ristorante a Roma in via Regina Margherita. Io che mangio come un addannato, comunque, l'ho considerata una cena "da paura".
Particolare: Simile al cinese per molte cose (involtini, riso etc.) ma si poteva scegliere la carne da un bancone, il condimento da metterci, le salse e passarla al cuoco che in cinque minuti su un piastrone la cucinava.
Mi ha fatto una buona impressione, visto il prezzo (si poteva mangiare in quantità infinita e bevande a parte il prezzo era lo stesso). Ma poi mi hanno fatto notare: e il pollo? sarà sano? E la carne semi-scongelata? E il fatto che non c'erano praticamente camerieri se non per portare via il piatto? E l'inquietanta scritta in mongolo sul muro?
Sono inaffidabile, completamente inaffidabile.
Sarà anche vero che i soldi non fanno la felicità, ma non averli dà di sicuro l'infelicità.
Cinque giorni ad un campeggio di Terracina. Yaya scambiata più di mille volte per la barista, polvere e sabbia dappertutto ma per me non è stato male (mi sono abbronzato come pochi). Forse una pausa la meritavo, anche se il campeggio ha i suoi svantaggi. Yawn. Spero di non tornare più al lavoro.
Mobilità e immobilismo. Trovo che sempici scariche endorfiniche si stiano dimostrando troppo importanti nella mia vita. Passo totali periodi nella nullafacenza e poi, come oggi, parto nel conquistare il mondo. Poi mi rendo conto di non potercela fare e ricado nello stato precedente.
Vorrei vivere di giorno e invece mi ritrovo puntualmente ad essere un notturno.
Una razionale ed inevitabile agonia: ne è la prova il blip a pochi centimetri che misura la caduta nell'abisso.
Come ogni giorno, domani potrebbe essere l'ultimo. Chissà che effetto fa vedere l'ultima alba e sapere a cosa si va incontro.
Una lunga lista di cose da fare: - Comprare il lettore MP3 per Yaya
- Comprare un regalo per mio fratello
- Ricontattare gli amici perduti (purtroppo sono tanti, e hanno tutti la certezza che io abbia avuto "meglio da fare"...)
- Ripagare i debiti (non pochi)
- Riordinare casa
- Ritrovare i vari oggetti che gli altri mi hanno prestato (anche questi non pochi) e restituirli.
- Farmi segnare dal dottore le visite (gli occhi e il naso in primis: una sofferenza avere perdita di vista e non sentire odori e sapori)
- Scrivere il Verbale per l'Associazione (in ritardo di tre mesi: la successiva riunione domenica prossima)
- Prendere un calmante (sto troppo su di giri, a trent'anni non è possibile avere l'ansia come ce l'ho io)
- Vedere qualcuno dei 50 DVD che ho comprato nell'ultimo anno
- Vedi sopra ma per i libri
- Ricominciare a scrivere per Gioconomicon
- Scrivere le poesie, le trame e i racconti che ho in mente (saranno almeno 80.000)
- Rifarmi dare il quaderno da LadyVlad
- Pensare al futuro... E chi ci pensa più?
Chissà quanti milioni di cose ho scordato...
Mi hai fatto capire tante cose, con quanta rabbia cerchi di lavorare con martello e scalpello su di me... sul mio carattere, sulla mia anima... Mi sento fatto d'acqua, e posso ferire molto più che il metallo se entro nel tuo respiro ... respiro... sono la tua aria e il tuo veleno assieme. Che sto facendo per te? Ti ho lasciata cadere nella gabbia e ora non ho il coraggio di lanciarti la corda per impedire ai leoni di sbranarti. Devo riuscirci, devo salvarti anche se non lo faccio con me stesso.
Ti vedo aggressiva ma non lo sei... anzi, vorresti che io lo fossi più con te. Forse se qualche volta io violentassi invece di sentirmi violentato...
Sono il peggior contestatore di me stesso.
Non è concesso, al povero essere umano, non tradire la sua essenza fatta di tranquilla armonia e di pace con gli altri? E' davvero obbligato a pascere le proprie emozioni per poi soffocarle come fa una madre assassina con il frutto dell'amore non desiderato? Deve necessariamente essere costretto ad imbracciare le armi ed affrontare un duello impari con il proprio ego, sicuro che sia se vincesse che se perdesse il risultato sarebbe lo stesso?Perché, oltretutto, in questa fragile lotta interiore penetrano sempre più fattori esterni che nessuno aveva chiamato, e che complicano un percorso già torbido e tempestoso di suo? Non so dare risposta a queste domande. Non so nemmeno se sono io stesso a farle, eppure sono certo che essere in attesa di qualcosa che non verrà da sola porterà me stesso all'autodistruzione. O, peggio, all'annullamento dell'anima che continuerà a riempire il suo guscio ma più simile ad una scritta rossa che ad una coscienza. I sorrisi continueranno, ma vuoti come bottiglie donate ad assetati; le uscite, le serate e il lavoro proseguiranno indistintamente. E come fotocopie le giornate stingeranno sempre più, inesorabilmente e impercettibilmente. Voglio una vacanza da me stesso.
La dissociazione mentale si fa sempre più vicina. Probabilmente tra poco mi siederò con me stesso a chiacchierare amabilmente, mentre Shadow Knight versa il te agli altri due.
Ed eccomi alla resa dei conti, alla battaglia finale che burattini combatteranno al mio posto lasciando il mio corpo fumante nella distesa di ghiacci che diverrà il mio cuore.
Antitesi cosmica, trappola cristallina e sopravvento del silenzio.
Ho attivato l'album di foto: http://shadowknight.altervista.org/gallery/index.php Se volete commentate. Ma è solo una piccola parte per ora.
Risentendo Nothing Compare di Sinead O'Connor mi rivengono in mente i tempi delle festicciole alle scuole medie, di quando ti emoziona una semplice musica o uno sguardo di troppo. Sono diventato cinico, crescere ci rende irrevocabilmente sordi muti e ciechi a certe sensazioni.
Sono passati più di 15 anni, ora sono un uomo e certe cose non ritorneranno più. Spero che questa non sia una parabola in discesa, tesa all'annullamento di ogni sentimento.
Ping-Pong.
Questa è una vera apnea.
Vorrei sapere se gli esseri umani abbiano dei limiti nella sopportazione di tensione ed angoscia.
In poche parole: esausto ed estremamente ansioso.
Seguo la ricostruzione della mia unghia distrutta dal nervoso. Giorno per giorno, percorso lento ma visibile. Perché l'anima non si ricostruisce con la stessa, seppur serafica, certezza?
Sembra sempre che il mazzo di carte si disfi prima della fine della partita.
Ricadere sempre negli stessi errori: il paradosso del genere umano. Io ne sono un esempio lampante.
La mia macchina puzza come una gabbia di canarini dopo due settimane.
Mi si è sfondato il pc al lavoro. Appena ricomincia il da farsi ovviamente accadono i guai. Sto scrivendo da quello di un collega che è già andato a casa (beato lui, direi). Probabilisticamente era molto facile che ciò accadesse. Murphy rules.
Nuova batosta sul lavoro. Dovevo prendere ferie ma mi sa che se ne riparla a giugno.
Giornata travolgentemente lenta... Inutile... Il lavoro praticamente ha stagnato. In giorni come questi si potrebbe riflettere ed invece il cervello stacca la spina e si allontana come se avesse preso ferie.
Mi sono innamorato di 990euro di macchina fotografica... Non potrò mai permettermela ma è bello sognare.
Certe volte mi sento disperato, altre felicissimo. Sono sempre io.
Certe volte sono un Angelo, altre un Diavolo.
Certe volte vorrei precipitare in basso, altre volte mi guardo intorno e vedo che un sorriso ha la forza di ritirarmi su dall'Abisso.
Alcune volte mi sento oscuro; altre un clown; altre ancora una persona qualunque.
Alcuni giorni voglio essere solo con me stesso, altri con la mia donna, altri ancora desidero la compagnia degli amici d'infanzia, altre ancora stare a casa con la mia famiglia. Non capisco se sia io che non so decidermi.
Alcune volte voglio gettarmi nella folla: carpire le memorie degli altri come fossero elettroni vaganti catturati da una piastra metallica, e gettati giù fino a potenziale zero; altre sono un protone sparato nell'infinito chissà da quale forza, che rifiuta i suoi simili.
Mi sento ogni giorno diverso: dark, folle, equilibrato razionalista, introspettivo, atleta mancato, uomo, donna, mannequin, scrittore, assassino senza lama, verme intradermico che cerca solo la via d'uscita, osso sepolto dal tempo, idolo, dio pagano, bit insoluto, programmatore.
E' la solitudine che cerca me, mi avvolge come una coperta calda lasciandomi al freddo a metà della notte.
Ammetto che la tentazione mi è venuta.
La libertà non esiste. Altrimenti saremmo liberi di non essere liberi.
Solo, Burle, La sua ombra sparisce e riappare Ho passeggiato tante volte su quest'erba Ma ormai mi fermo a sedere.
battiti continui rimbombano
non so se è il cuore che nel silenzio
è unica musica barocca
o i demoni della notte
che banchettano accanto al comodino.
segnali nel silenzio
cacofonie che anche all'Inferno stonano
nella foresta corre la bambina
che ormai è solo un'ombra
l'ammanta l'apocrifo segnale del corno.
e ride, tenendo nelle mani
ormai invisibili
bambole senz'occhi
i suoi fiori nascondono mani e sorrisi spenti
morti da generazioni
nutriti da peccatori e Santi
Nulla mi tranquillizza,
nulla può alimentare
il respiro di un orologio rotto.
Ma perché ti ostini a dire che sei brutta se sei la creatura più bella del mondo?
Più sei vicino a certe persone e più temi di perderle. Altre invece, causa pavidità, hai la sensazione di averle già perse, anche se desideri con tutto te stesso il contrario. Tergiversare? Anche loro hanno i propri casini. Perdono.
Spegnere il cellulare e sentire la mattina che se non avessi avuto l'egoismo di staccare la spina saresti potuto essere utile. Rimorso. Le cose se ne vanno e non puoi fare altro che salutarle con un cenno di mano.
Mi mancano tante cose: alcuni odori, sapori, musiche melodiose e brezze che sembrano giungere da paesi lontani ma che mi hanno toccato solo pochi istanti per poi fuggire sempre.
Mi mancano persone che non vedo da tanto tempo, sorrisi che mi scalderebbero se soltanto li accendessi come fuochi nel freddo inverno.
Mi mancano e non ci sono più.
Li ricordo con affetto, le lunghe chiacchierate al sole, le risate di ragazzi... Cresciamo perché sappiamo che dobbiamo farlo, e prima o poi voleremo nel vento e chissà dove atterreremo.
Formattazione incondizionata della propria anima.
Una festa in cui si rincontrano anime che si pensavano perse nell'oblio per propria colpa... Gli inferni degli esseri umani vibrano come sfere di vetro sottilissimo attorno alla propria anima, spinti dal vento nell'osurità. Non puoi vederli ma sai che esistono, e li attraversi dopo averli toccati come un bimbo con una bolla di sapone, conscio che potrebbe essere l'ultima volta ma speranzoso che non sia così. Rincontrare persone a cui sai di volere bene, risentire la loro voce e poi sapere di essere sparito nel buio. Speri di non essere codardo come una volta già sei stato.
Amore, perché non posso aiutarti?
Sono tre settimane che lavoro anche di sabato, prendendomi la domenica di riposo. Risultato: non vedo praticamente più la mia Lei, non vedo gli amici da settimane, in famiglia sono disperso. Come se volessi soldi in più. Ma avere più denaro serve se non si ha tempo e animo di spenderlo?
Anche i supereroi riposano, talvolta. Perché ai miseri mortali ciò non è concesso?
Talvolta immagino il sapore del mio cervello.
Ho paura di perdere ciò che di più caro ho ora.
Strada vuota, tunnel attraverso il quale passano le tue paure. Entri in questo per uscire da un altro, dove esseri ti donano un amore che ti spinge a fondo perché zucchero macchiato di veleno. Io ti sono vicino, pronto ad essere spinto in fondo con te ma più zavorra che salvagente. Non sono immune ai venti di tempesta che ci stanno trascinando.
Mi sento come un palloncino bucato che perde la sua aria attraverso un foro invisibile.
Le scelte si pagano care. Le non scelte ancora di più.
Talvolta spaziando con la mente al passato cerco di capire se le passioni che ho si siano comportate come un'onda quando il mare se le riprende: cioè, in pratica, se si stiano ritirando dopo aver scatenato il massimo danno. Oggi mi sono ributtato in mezzo ad un mondo in cui non mi calavo da tempo. Mi sono sentito estraneo, ma speranzoso di riuscire a ritornarvi. Per ora, però, sono ancora sperduo. Ero in un gruppo ma ero solo. Solo con me stesso.
E' terribile non avere fegato. E lamentarsene.
Oggi entro anch'io nella blogsfera, anche se effettivamente avevo aperto questa parentesi tempo fa su un altro sito.
Chissà perché voglio mostrare di me quella parte che dovrebbe rimanere nascosta. Ma dopotutto per questo mi sento un ombroso cavaliere.