
Chi
sono |
Categorie |
Il
mio passato |
Io
amo... |
Io
odio... |
Sono passati di qui... |
|
paolazan in Sono sulla metropoli... utente anonimo in |
Template
by |
Panna'sTemplate
Layout4Free
T-Bazar
TemplateXTutti
Immagine by Noistar
Created by PannaAcida
Siti
& Forum |
Siti Preferiti |
La
mia musica |
Cinema |
Libri |
Siete
in... |
Vorrei che la vita fosse open-source.
Miao miao miao

Povero angelo falciato dalla malvagia follia umana.
Si può vivere con soltanto poche cose, lo stretto indispensabile? Senza sprecare risorse, senza approfittare di tecnologia umana? Avvicinandosi il più possibile al naturale? Vorrei fosse il mio futuro obiettivo di vita.
Notte cornettosa, vorrei assaporarne uno.
La base del triangolo
Argento, fuori fuoco che scioglie anche le lame più affilate e fa scivolare attraverso le mie carni e membra ancora calde ogni lacrima, debolmente schiocca la frusta del mio dolore. Sono umano, purtroppo.
Lassù, come se non fossimo ancora precipitati.
E'sera... Regole per una felice convivenza col proprio lavoro. 1) Alzarsi dal pc
2) Aprire la porta
3) Prendere un fiato d'aria
4) Chiudere gli occhi
5) Girare intorno a sé stessi
6) Farlo fino a cadere a terra.
7) Atterrare sul morbido manto.
8) Aprire gli occhi
9) Guardare il sole, senza accecarsi
10) Alzarsi e sentire gli uccellini cantare.
12) Sentire il profumo dei fiori
13) Accarezzare il cerbiatto che si è appena avvicinato
14) Salire sul manto del leone e accarezzare la criniera
15) Galoppare fino a sparire nel blu,
16) Osservare gli alberi che diventano sempre più piccoli mentre si vola
16) Perdersi, nell'infinito.
In the middle
Senza il mio capo...
...perderei la testa
Il tempo lo vedi da lontano, è sofferenza sapere che se si rimanda a lungo termine potrai non arrivare mai.
Lumen et Umbra
Allora, mettiamoci una benedetta toolbar a questa vita. Che abbia dei bottoni belli grandi, visibili a tutti. Con il tasto Salva per memorizzare i momenti migliori. Con Carica per andarsene nei momenti di imbarazzo come se nulla fosse. Dotato di un menu dei Preferiti, perché, si sa, gli amici se ne vanno spesso e bisogna riprenderli a sé. Un blocca-popup: spesso sono sul punto di esplodere, ma vorrei evitare. Home? Sicuramente, non c'è nessun posto migliore di casa propria. Ma che il tasto Chiudi sia possibilmente inaccessibile.
Piccole molecole di spiritualità, i pensieri e le sensazioni si muovono accanto a noi sin dai primi istanti di vita. Ogni singolo moto d'anima, di nervosismo, ogni parola d'amore o di odio che esce dalle nostre labbra ci gira intorno. Nessuna azione può esistere senza una reazione uguale e contraria. Viviamo circondati da invisibili correnti, che interagiscono con quelle del nostro vicino, con quelle di amici e nemici. Ogni tanto si colorano, si ricoprono di odori, sapori e ricordi. Non sono necessariamente correlate agli impulsi sinaptici, ma da essi si lasciano stancamente guidrare. Talvolta si impoltriscono e restano con noi, senza proferire parola. Altre volta piano piano si mescolano ed interagiscono, parole dolciamare. Formano esseri viventi, o ancora gocce di mare azzurro ed invisibile. Non muoiono mai, tuttalpiù scivolano via quando si accorgono che stiamo invecchiando, per poi staccarsi da noi completamente nel momento in cui l'ultimo pugnetto di terra ci ricopre. Formano intere città: edifici immensi ed impalpabili si snodano nelle nostre metropoli oltre lo sguardo, e ci osservano simili a gargolle metafisiche. Una di esse, la Morte, fu la prima ad essere creata. Furono i nostri progenitori che desiderarono una fine piuttosto che un inizio infinito. Nessuna via è completa senza un punto di arrivo.
Una settimana in Ciociaria. Certe volte vorrei eliminare la meccanizzazione, l'industrializzazione e rallentare il ritmo fino quasi a fermarmi. Sono stato talmente bene che non sarei mai voluto andare via. Mangiare, dormire, stare con la mia amata. Tutto così bucolico ea contatto con la natura, tanto diverso da questa cappa di smog che è la mia città. Se questa è la culla della civiltà allora preferisco l'inciviltà. Ci convincono che abbiamo bisogno di tante cose (internet, cellulari, televisione) ma le dipendenze sono difficili da eliminare.
Sto talmente rilassato che non riesco nemmeno a cominciare a lavorare, e con difficoltà riesco a premere i tasti e scrivere.
Siamo soltanto persone, il resto è optional.
Quando il quartiere cade nelle tenebre, lampioni spenti e luna che sembra osservare attraverso le ombre.
Una volante della polizia controlla dei ragazzi che, come in cerca di aiuto, ti fissano mentre ti allontani.
Mi sento un po' come il quartiere, questi giorni: i pensieri, non illuminati, agiscono di vita propria e tessono trame sempre più complesse finendo in recessi dell'anima mai scoperti prima.
E, leggeri, scivolavamo dalle nuvole, volando oltre i passi di DIo anche durante le tempeste. Ridevamo felici, ingenui come bambini anche se i millenni alle nostre spalle avrebbero indicato diversamente. Era limpida impressione: le cose stavano cambiando. Sempre più fisicamente ci accorgevamo che lui/lei con i suoi dolcissimi occhi, stava diventando un'ossessione. Questa parola neanche significava nulla, per noi tutti: non sapevamo neanche quanti fossimo, e ognuno era uguale agli occhi dell'arcobaleno, che ci divideva con i suoi colori e ci univa tutti in un amore infinito. Così, pesanti, un giorno precipitammo. Per l'uomo sarebbe stato il peccato, mentre per noi soltanto un'estrema agonia, mescolata al dolore come vino al fiele. L'amore incontrastato ci divise: non amavamo più le farfalle ed il sole luminoso, l'aria tersa ma soltanto i suoi occhi. E divenimmo uomini e donne, amanti del peccato, che cercavano soltanto di rivedere per un istante i suoi occhi. E li cercavano durante la vita, incessantemente. E quando li trovavano fingevano l'amore che soltanto a lui dovevamo.
Anelavamo soltanto stringerci in volo ed amare, tutti pieni d'amore universale, l'intera opera della creazione. Ma un giorno giunse lui, mascolino nella sua femminilità, il cui spirito mutò il nostro modo di vedere le cose.
Scendendo nei fiumi, i fulmini si abbattevano su di noi vitalizzandoci , pura energia. Le tempeste divenivano le nostre impressioni, mentre nella sera del mondo la quiete e la dolce falce di luna accompagnava il nostro fanciullesco sogno
Una vita in cui la redenzione era soltanto menzogna. Ma quando, osserviamo un tramonto, la luna, ed in poesia e musica siamo immersi, per un attimo dimentichiamo i suoi occhi, gli sconvolgenti specchi sull'anima di Lucifero.
Bluffffffffffffffffff bluuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuff Plic plic Pluff pluff Plorch Vola, attraverso il cielo. Precipita fino alle basse nuvole. Sogna ancora, finché non ti svegli, e sbadigliando passi attraverso i sogni degli uomini, le loro aspettative e i loro ricordi. Precipita fino alla terra. Ti troverai di nuovo viva, domani, piccola goccia.
Un'interazione sbagliata tra due atomi, causata forse dal dito di Dio che li spinge come biglie impazzite. Collisioni che portano le cellule in una macabra totentanz... I tessuti cominciano a marcire, la pelle frigge sotto il sole ormai morto, nell'aria satura di vapori tossici che nessun polmone vero potrebbe respirare. Antichi sapori che nessuno ha mai provato. Gli occhi si chiudono. Il topo smette di rosicchiare, il mondo è disabitato, e gli scarafaggi sono i nuovi padroni.
Argano con cavo metallico sospeso nell'abisso esistenziale.
Non indurci in tentazione ma liberaci dal male. Amen.
Pochi istanti per divenire un Mostro, un'eternità per tornare Angeli.
Com'è dolce amare ma quanto amara la dolcezza.
Verso l'anno mille e trenta, l'Europa fu scossa da una fortissima carestia che seguiva condizioni meteorologiche pessime. La gente, spinta dalla fame ripetuta, cominciò a mangiare di tutto: radici, farina e argilla, topi e... carne umana. Figli che mangiavano le anziane madri e madri che mangiavano i piccoli. Riflettiamoci, la situazione non è poi tanto cambiata. Solo che i motivi sono diversi.
Raggi di luce. La distanza è ubiquamente tendente all'infinito.
Perché non riesco più a sognare?
Dolcezza.
Ma servirà a qualcosa, nella vita, l'ottativo?
Grazie, mio piccolo angelo custode. Anche se non ti vedo so che ci sei. Avrai i capelli biondi e il vestito vaporoso, con ali di pavone? O sarai una persona invisibile, come tante, che mi è sempre vicina?
Gli ingredienti della mia anima: - 0.2g di felicità Mescolare, aggiungere libellule q.b e servire fresco
- 1g di onanismo mentale
- 3g di egoismo
- 0.8g di arcobaleno
- 7g di sogni
- 2g di nuvole
- 4g di amore
- 3g di eternità
Labile la differenza tra sogno e incubo, soprattutto se non stiamo dormendo.
74 kg, peso da sgocciolare.
Rivisitazione globale dell'etica: molto più facile di quanto pensassi. E il cinismo avanza, imperante.
Vorrei un sapone che lavasse via la tristezza, ed una medicina contro tutti i mali.
Sogno di chiudermi in me stesso, e ritornare ad uno stato di grazia ormai perduto.
Era bellissima, con quegli occhi spalancati, il pelo scuro ed i baffi sempre allerta.
Automatismi psicosomatici.
L'eroismo si vede nella vita di tutti i giorni.
Sincerarsi di aver collegato bocca e cervello prima di parlare. Grazie.
Cos'è questo odore così dolciastro che divora i miei polmoni?
La morte, strisciando tra le zampe del tavolo, sa sempre dove colpire. Le teste ruzzolano sul campo di battaglia, i sospiri notturni si interrompono e mai più riprendono, gli occhi divengono languidi e lattiginosi. Là, sul tavolo autoptico, c'è qualcosa che prima si muoveva. Ora è soltanto un pezzo di terra, acqua e proteine denaturate. The death is crawling. Behind us.
Da quanto tempo non sorrido da solo?
Cavalcherò le ombre come soldato in armatura che va verso la guerra, sapendo quel che perde ma non potendo far nulla per evitarlo.
Affonderò pian piano come in un mare invisibile e privo di consistenza. Soffocherò senza neanche sapere cosa è entrato nei miei polmoni.
Resterò seduto su una strada, vedendo gli sguardi dei passanti che mi evitano.
Questa sera ho voglia di sognare. Di finire in mondi fioriti, profumati, pieni di fate che battono le ali accanto e spariscono al battere delle palpebre. Di elfi gentili che conosci da prima di nascere, da quando l'unica cosa che sentivi era il cuore della tua mamma. Ho voglia di sentire, di ricominciare ciò che facevo anni fa, di tornare nella mia mai troppo vissuta infanzia, di toccare un giocattolo e divertirmi con niente. Spogliarmi, vedere il mondo senza lenti, senza occhiali. Tornare nel mio letto e sorridere, mentre dormo.
Di entrare in fiumi dove respiri perché sei un pesce, nel fuoco dove non bruci perché sei come aria che poi riscende vorticosamente ma mai precipita e mai muore. Sei pioggia come gocce di rugiada, sei colore, sei una notte calda d'estate che non finisce mai. Sei un bacio, un abbraccio a chi adori.
Di sentirmi protetto.
Di sputare il cinismo che è come veleno e mi circonda simile ad un mantello. Voglio toglierlo.
"Mi casa es tu casa." Quale sarà veramente la mia casa?
Via il dente, via il dolore.
Talvolta vorrei aprire porte che dovrebbero invece restare chiuse.
Salve a tutti.
Volevo sentire il vostro parere su una cosa che mi è capitato di dire oggi parlando con una persona al telefono mi è uscita fuori una frase: "Non esiste nessun regno delle fate, nessun regno incantatato".
Ora non vi sto a dire il contesto della frase e il discorso in cui è uscita, ma semplicemente ora sento che a 28 anni compiuti con una semplice frase è come se avessi demolito un intero universo, quello dei sogni che dura sin da quando si prende coscienza da bambini, quel "fare ooh" che racconta la canzone... Secondo quanto credevo (alla suddetta veneranda età) ero accompagnato da un mondo di fantasia che, seppur irreale, esisteva comunque "da qualche parte". Quei sogni sul futuro e quell'ottimismo vitale che comunque riescono a spingere oltre la vita di tutti i giorni, facendo sembrare valido un mondo schifoso pieno di violenza, egoismo, morte perché da qualche parte dentro di noi esiste un mondo speculare fatto di sogni, felicità e spensieratezza.
Sinceramente è la prima volta che mi capita di dire, anche se in un momento di rabbia, una frase del genere. Oltretutto, riflettendo sulle mie ultime abitudini, ho ripensato che comunque da un certo punto (forse da poco tempo a questa parte) è come se fossi invecchiato e una parte di me fosse improvvisamente morta, divorata dalla serietà, responsabilità e dal male che ho descritto sopra e sembra avermi sopraffatto. Ho effettuato una rilettura del periodo appena precedente. Prima leggevo molto, ora qualcosa me lo impedisce. Guardavo film con la curiosità di un ragazzo, immedesimandomi nel protagonista in un trasfert che mi faceva provare le stesse sensazioni di coraggio, paura, emozione; ora semplicemente le immagini scorrono, e non mi sento più sintonizzato (tanto che due film tra i miei preferiti, come il Sesto Senso e The Frighteners mi sono passati come acqua tiepida). I giochi (argomento principe del nostro sito) non mi danno la spinta che prima mi faceva dimenticare il mondo tutto intorno.Ma la cosa più grave è che quei sogni realizzabili (o forse meno) sul futuro, e l'indirizzarsi verso la felicità (o almeno chiedersi dove trovarla) diventano candele sempre più flebili.
Come a dire: il mondo della fantasia non esiste. Ne hai la prova con quello che ti circonda. Non puoi staccarti da esso perché semplicemente ne fai parte e la materia che ti compone ti guarda, con i suoi orridi e gelatinosi occhi senza permetterti di abbandonarla a favore di qualcos'altro
Il discorso è abbastanza sconclusionato, forse uno sfogo (che non interesserà ai più) ma anche una domanda a tutti voi: Quanto considerate importanti le vostre fantasie, sia realistiche che completamente "fantasy"? Riuscireste a vivere senza? E, cosa più importante, come riprendere ciò che mi sono tolto?
Non sono più in grado di dare il giusto significato al sonno, al sogno... Il giorno inteso come parte luminosa della realtà è diventato tutto. Mi sento un'anima a noleggio. Toh, chissà in quale scatola ho lasciato lo scontrino, che da bambino avevo messo nella mia stanzetta piena di orsetti. Questi sono lì con il loro corpo di stoffa, ma la loro anima è migrata nel flusso dell'infinito da tanto tempo, cioè da quando la mia mente li ha rifiutati. Parlando con piccole creature fatate mi rendo conto di quel che sono diventato: la festa è finita, ogni cosa torni al suo posto. Spero domani di svegliarmi bambino, allodola o gabbiano.
Ogni cosa pensiero razionale, rilocazione algebrica delle sensazioni mal composte.
La notte volteggiano strani sogni ed io svolazzo in loro...
Non è corretto descriverli con delle storie: essi sono immagini multisensoriali.
Ricordo luce nella notte, tradimento, imbarazzo, euforia, stordimento, irresponsabilità, sorpresa.
La notte non ti fa da coperta quando la paura aleggia nell'aria.
Il frutto del peccato ha molti più semi.
E dell'essere UOMO non sopporterai la peluria, l'insensibilità e il doloroso accavallarsi delle gambe.
Rumore di tacchi nel corridoio. Quasi minaccioso.
Intimamente coinvolto scivolando sull'autostrada delle emozioni e attraversando, senza neanche accorgersene, il casello del pensiero negativo.
Sguazzando nel corso d'acqua d'un'infida rovina, ormai dimenticata.
Atterrando tra le ossa disfatte e gialle del rimorso fino alla cavità addominale del pentimento.
In un guazzabuglio di voci ognuna delle quali racchiude un frammento della mia personalità
divento io stesso la tenebra informa da cui scappavo
nella foto color seppia della mia storia.
Il mondo, come d'innanzi ad una finestra chiusa. Puoi vedere, sei in alto ma in realtà c'è sempre chi sta più su di te. Non puoi interagire più di tanto, e prima o poi cadrai, e ti farai tanto male quanto hai tentato di salire.
Sta piovendo, ho un sonno da morire e come al solito sono attaccato al monitor. A quest'ora della notte emergono tutte le zone ombrose della mia personalità. Evidentemente la mia parte luminosa è già a dormire da un pezzo.
Ci dicevano sempre di rigare dritti, ma non ho mai capito a quale "dritto" si riferissero.
Telemaco, figlio mio, sto tornando a casa.
Ho sonno, devo andare a dormire ma qualcosa mi tiene attaccato qua. Devo scrivere, ma cosa? Non ho ispirazione da anni. Il lavoro chiama. Mi farei un bel caffè, ma quando dormo? Una zanzara mi passa davanti, sconfitto come al solito non penso neanche a liberarmene. Succhia, tanto lo faresti lo stesso... Ti donerò un po'della mia linfa. Così procreerai e romperai le scatole a qualcun altro, in questa città soffocante che adora farmi stare in casa, recluso. Potrei uscire, ma a chi va? E dove andare? Perché hai paura del rosso, fratellino?
Pronto per attraversare il fiume e non tornare indietro?
Oscurità, coprimi... adesso...
Giudicare o essere giudicati? Quale azione peggiore?
Mida, passa sulla mia vita e rendila dorata.
Lo scopo dell'essere umano, ciò che di più difficile è legato alle nostre fragili vite, quello che ci dà motivo di vivere, emozione e alimenta il fuoco che ci brucia dentro... questo cambia da uomo a uomo, da donna a donna. Per qualcuno è far del bene, per altri la conoscenza, per altri ancora accumulare e per altri donare... Per qualcuno l'amore, o l'amicizia, o il potere... far del male o sconfiggere la morte. Io ancora per quanto mi riguarda non ho capito cosa accende la fiamma, e neanche se tale fuoco si sia già spento. Dubito che ciò possa accadere a chicchessia, ma non sento più calore da tempo.
Alcune cose orribili rimangono attaccate allo spirito come piaghe. Difficilmente ci si potrà staccare. Non penso se ne potrà guarire.
Sono il peggior contestatore di me stesso.
Sono a metà tra due mondi. Passeggio tranquillamente nel più normale degli pomeriggi, in mezzo a luci ovattate, in una stanza simile ad una foto black&white anni settanta. Le pareti riflettono la luce degli esterni, e i suoni sembrano traspirare dai muri più che entrare nella stanza. Il viaggio. Questa psichedelia mi atterrisce, e mi sento pensiero senza corpo. Rallentato-velocizzato-rallentato, voglio frenare eppure ritorno in circolo ancora una volta. Ho prenotato il biglietto di ritorno, ma nessun controllore lo vidimerà.
Poi il grigio diviene colore insopportabile, soffocante; il rosso schizza virtualmente dalle mie vene, ma non sono ferito; il blu traspira dall'acqua entrando dalle narici come vapore bollente; sento l'odore del verde e ricordo metonimicamente l'erba, affondando lento-veloce nel pavimento che mi frena. Sto sudando, eppure non realizzo perché, visto che c'è una corrente che viene da fuori e vi ritorna.
Non è concesso, al povero essere umano, non tradire la sua essenza fatta di tranquilla armonia e di pace con gli altri? E' davvero obbligato a pascere le proprie emozioni per poi soffocarle come fa una madre assassina con il frutto dell'amore non desiderato? Deve necessariamente essere costretto ad imbracciare le armi ed affrontare un duello impari con il proprio ego, sicuro che sia se vincesse che se perdesse il risultato sarebbe lo stesso?Perché, oltretutto, in questa fragile lotta interiore penetrano sempre più fattori esterni che nessuno aveva chiamato, e che complicano un percorso già torbido e tempestoso di suo? Non so dare risposta a queste domande. Non so nemmeno se sono io stesso a farle, eppure sono certo che essere in attesa di qualcosa che non verrà da sola porterà me stesso all'autodistruzione. O, peggio, all'annullamento dell'anima che continuerà a riempire il suo guscio ma più simile ad una scritta rossa che ad una coscienza. I sorrisi continueranno, ma vuoti come bottiglie donate ad assetati; le uscite, le serate e il lavoro proseguiranno indistintamente. E come fotocopie le giornate stingeranno sempre più, inesorabilmente e impercettibilmente. Voglio una vacanza da me stesso.
Ed eccomi alla resa dei conti, alla battaglia finale che burattini combatteranno al mio posto lasciando il mio corpo fumante nella distesa di ghiacci che diverrà il mio cuore.
Antitesi cosmica, trappola cristallina e sopravvento del silenzio.
Dove mi porterà la mia irregolarità di pensiero?
Sono il surrogato di un pensiero, inserito a forza in una cellula mortale, una sequenza di bit tradotti in endorfine ed
adrenalina,un prodotto di coincidenze spaziali e temporali per le quali un milardesimo di micron fa più differenza tra vita e morte.
Sono un insetto minimale spostato da una mano che per me è grande quanto un universo, un elettrone ipertrofico che non trova il proprio percorso e si annulla per la dispersione energetica o semplicemente sottoposto a sensi troppo poco sensibili per registrarne l'esistenza.
Le anime dannate esistono. Esse stesse hanno condannato la propria anima: nessuno può punirci più della nostra coscienza.
La felicità è una merce che si trova in vetrina, ma la sua etichetta ha troppi zero per chiunque.
La botteguccia è stata aperta proprio stamattina. La nebbia aleggiava per la strada, ed a fatica si riuscivano a notare i piccoli orologi che battevano il loro tempo asincronamente, come uomini e donne in cerca della loro individualità. Uno di questi mi ha fatto sobbalzare quando si è aperto, all'improvviso. Piccolo orologio da tasca, mostrava la foto di un bambino. Una foto così antica... Il tempo è passato per te, giovane, uomo, anziano. Tu ora sei parte del flusso del tempo. Tutti vorrebbero remare al contrario ma non possono sottrarsi alla forza più grande.
La botteguccia si è chiusa. Non ha più riaperto. Forse il tempo stesso mi ha mostrato ciò che non avrei voluto vedere. Una finestra su me stesso.
Sembra sempre che il mazzo di carte si disfi prima della fine della partita.
Il Limbo ha aperto le sue porte : sono sospeso per una brevissima eternità tra i due bastioni che nulla proteggono, con la finestra volteggiante che posso osservare. Si muove. I Dormienti attendono il mio risveglio e passaggio attraverso i sette portali della coscienza. Essi, privi di forma, mi spingono in direzioni tra loro contrarie, e io nulla posso per respingerli. Sanno dove colpire, il punto in cui né le mani né il pensiero possono agire. Da mesi, forse anni, forse da sempre non muovo muscoli; il pensiero stagna ove il corpo si ferma, pietrificato. Perdere ciò a cui si tiene è un'esperienza lenta, che deriva dal proprio subcosciente e che è tortura quando attraversa come una lama il cosciente. Presto o tardi uscirà, precipitato per un frammento di secondo all'Inferno e risalito fino a mé, portando sbuffi di fumo gelido e l'Oblio che forse desidero ma più di tutto temo.
Un salto con la corda di gomma attaccata al corpo... o sarà il cordone ombelicale che anche da adulto mi tiro dietro? Perché manca il coraggio di saltare? Vedi, con gli occhi che non vedono ma sentono, in quel buio che c'era prima della vita. Ora stento. Ora sorrido quando dovrei lacrimare e non perisco... Vivendo muoio e morendo vivo.
Giornata travolgentemente lenta... Inutile... Il lavoro praticamente ha stagnato. In giorni come questi si potrebbe riflettere ed invece il cervello stacca la spina e si allontana come se avesse preso ferie.
E' la solitudine che cerca me, mi avvolge come una coperta calda lasciandomi al freddo a metà della notte.
La distruzione richiede sempre pochi istanti, la ricostruzione mesi, anni, decenni.
Mi chiedo se la Chiesa Cattolica abbia combattuto con la stessa forza il Capitalismo di quanto ha fatto con il Comunismo.
La libertà non esiste. Altrimenti saremmo liberi di non essere liberi.
Sto diventando irrimediabilmente cinico.
Quando l'angoscia diventa substrato, è come se il mondo si allungasse fino a diventare un filo sottilissimo e noi fossimo acrobati ubriachi.
La Follia non è male. E' una semplice valvola di sfogo. Quando da dentro giungono pensieri e dolori troppo forti qualcosa deve uscire. E quando la comprensione della realtà o della sub-realtà forma delle crepe, meglio far scivolare dentro le nostre paure e renderci migliori.
La chiave della comprensione della mente umana è la Sofferenza. Dalla Sofferenza si può capire tutto. Il Dolore è ciò che più ci preoccupa: la cosa che si vuole evitare. E da cosa nasce il Masochismo, che rende il dolore uno scopo? E il sadismo, per il quale riusciamo a provocare il dolore agli altri? La cosa più terribile è vedere sofferenza altrui e non patirne. E' diventata routine. E'un danno quando gli interruttori si rompono.
Chissà perché una delle mie paure è che qualcuno guardi dalla finestra mentre sto da solo. Magari qualcuno con la mia faccia.
La ricerca del male è sempre infruttuosa se accompagnata da pensieri puri. La figura larvale del Demone si accosta agli oscuri rituali soltanto quando ha abbandonato tutto ciò che di umano ancora aveva. Il tempo non è un problema per lui, che dà oggi inizio alla sua fuga negli Inferi. Qualcuno la definisce Caduta, ma dopo non esisterà né un alto né un basso. La Creatura Oscura talvolta si chiede se quel malinconico ricordo della Luce sia sofferenza o piacere. Le due sensazioni spesso si confondono ancora. Eppure Egli, o Ella (il sesso non ha più importanza per un Caduto) si siede spesso su una delle pietre nere nella nebbiosa brughiera e riflette ciò che considera passato. Le sue forme sono cambiate: non ha più occhi che possano piangere, mani che possano carezzare e bocca che baci. Il nero e ombroso colore che lo circonda sbuffa. Le sue Ali (ma egli non vola: non ne ha bisogno) lo avvolgono come seta per un verme che ormai è divenuto farfalla. Gioca con i propri sentimenti. Il suo verso (ama risentirlo) è simile ad un gatto in agonia. E presto sarà per lui la Nuova Alba.
Ferie a Firenze, fine settimana da urlo (tranne un leggero mal di pancia) con Yaya. Viaggio con tutti gli ingredienti giusti (spensieratezza, divertimento, coccole e..) Firenze è una bella città. Non ci ero mai stato ma la cosa mi dispiace. Non sono mai stato un grande viaggiatore ma comincio a pentirmi della mia mancanza. Dovrei andarmene più spesso in giro con la mia ShadowMobile e scorrazzare la mia consorte avanti endrio. Peccato solo aver perso la festa di Ugo, ma di primo anniversario ce n'è uno solo.
Perché gettare lo sguardo nell'oscurità ci crea tanto terrore? Chiunque, anche il più maturo e razionale uomo d'affari prova quel senso di angoscia che nasce dall'osservare lo sconosciuto... Una buia e fredda foresta, una stanza di notte... Di quali creature che combattevamo millenni fa abbiamo dimenticato l'esistenza e di quali ora abbiamo paura senza sapere cosa abbiamo davanti? Un ramo spezzato, un paio di occhi che dura un infinitesimo di secondo e sparisce, dalla vista e dalla memoria.
Mi fissa e non so dove sta andando. Del resto non so neanche dove sia diretto io. 
Anche se sei un generale, anche se governi il mondo come dittatore o ti unisci alle donne più belle del mondo, quando sarai solo, nel buio, tra le coperte del tuo letto, avrai sempre paura come un bimbo, conscio che nulla puoi contro di Lei.
Sentirsi demoni ed angeli allo stesso tempo.
Anche i supereroi riposano, talvolta. Perché ai miseri mortali ciò non è concesso?
Talvolta immagino il sapore del mio cervello.
Il futuro è l'intelligenza artificiale. Non la macchina che diventa uomo: l'uomo che si trasforma in macchina. Niente sentimenti, solo impulsi sensoriali e razionalismo spinto.
Ciò che non arriva ai miei neuroni non spinge reazioni, e l'emotività viene filtrata dalle sinapsi fino a spegnersi.
Talvolta mani bianche superano il limite tra l'humus del regno della Terra e l'oscurità di quello del Sangue. Flebili lamenti provengono da questo, e richiamano attraverso la violenza e la perversione i piccoli occhi delle loro vittime. La loro mente, come colpita da uno schizzo di fango si ottenebra, e non comprendendo affonda, appesantita sempre più nell'intimo dal male.
La sig.na Morte si agitava convulsamente, invisibile agli occhi di coloro che non l'avevano ancora conosciuta o era apparsa loro prima della nascita. Morte rideva, mentre gli altri piangevano! E da dietro le spalle dell'amico guardava la sua prossima vittima, che in un certo senso se ne accorgeva. Sempre.
Morte sapeva che il maggior divertimento proviene dal torturare i mortali, e non dal prenderli a sé. Dal lasciar credere loro che la vita abbia un senso e poi mostrare poco a poco la verità. La Miss camminava sempre con il suo vestitino rosa, come una bambina ansiosa di mostrare a tutti le sue nuove scarpette, e chissà perché tutti la dipingevano come una megera o, peggio ancora, un ossuto sudario, un antico essere senza tempo i cui occhi erano solo vaque fessure, abissali.